INCHINO A CASA DEL BOSS | I carabinieri: informativa alla Dda

OPPIDO MAMERTINA La processione della Madonna delle Grazie della frazione Tresilico di Oppido Mamertina si è fermata davanti all’abitazione del presunto boss della ‘ndrangheta Peppe Mazzagatti, di 82 anni, ai…

OPPIDO MAMERTINA La processione della Madonna delle Grazie della frazione Tresilico di Oppido Mamertina si è fermata davanti all’abitazione del presunto boss della ‘ndrangheta Peppe Mazzagatti, di 82 anni, ai domiciliari per motivi di salute. Nel momento in cui la processione – secondo quanto riporta stamane il Quotidiano della Calabria – ha fatto la sosta il comandante della stazione dei carabinieri di Oppido Mamertina si è allontanato. Altri due carabinieri, invece, hanno documentato quanto stava accadendo e gli esiti dei loro appunti sicuramente confluiranno in una relazione di servizio che sarà inviata alle autorità di ordine pubblico. La processione, giunta nei pressi dell’abitazione di Peppe Mazzagatti, condannato all’ergastolo per omicidio e associazione per delinquere, si è fermata per circa trenta secondi. La statua della Madonna delle Grazie, portata da numerose persone, era preceduta da alcuni sacerdoti e da un gruppo di amministratori locali. 

“L’allontanamento del comandante della stazione dei carabinieri di Oppido Mamertina è stato un atto tecnico per consentire gli opportuni atti di polizia giudiziaria”. Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Reggio, il colonnello Lorenzo Falferi, circa la vicenda della processione di Oppido Mamertina. “Il nostro maresciallo – ha aggiunto – si è allontanato per compiere tutti gli atti di identificazione di coloro che hanno disposto e ha effettuato la sosta della processione. E’ stata effettuata anche una videoripresa di quanto stava accadendo in modo da avere una documentazione precisa. E’ ovvio che il maresciallo per compiere tutti questi atti è dovuto uscire dalla processione. Gli esiti delle nostre attività confluiranno in una informativa che sarà inviata alla Procura di Palmi ed alla Dda di Reggio”. (0050)





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