Coronavirus, scoppia la protesta al 118 di Crotone

Le lamentele del personale affidate a un post su Facebook. «Abbiamo il diritto di essere protetti. Non vogliamo una medaglia da morti»

pronto soccorso Crotone

di Gaetano Megna
CROTONE Scoppia la protesta del personale del 118 di Crotone. Rabbia e preoccupazione viene affidata ad un post sulla pagina facebook “Suem 118 Crotone”, dove viene sottolineato che il limite è stato raggiunto. Medici, infermieri ed autisti subiscono tagli di stipendi ed incentivi e non vengono messi nelle condizioni di operare in sicurezza. Il problema scoppia oggi perché i rappresentanti del 118 sono chiamati ad effettuare interventi sui contagiati da Covid-19. Nel post si legge che “le guardie mediche e i medici di famiglia si rifiutano di fare visite domiciliari e i pazienti Covid-19 dimessi con terapia domiciliare non sanno chi deve somministrare i farmaci prescritti”. Nei giorni scorsi la Fimmg regionale aveva sollevato il problema della sicurezza del personale con una lettera indirizzata tra gli altri al direttore generale del Dipartimento salute della Regione Calabria, Antonio Belcastro, nella quale veniva evidenziato che «i medici di medicina generale e di continuità assistenziale, in assenza di dispositivi di protezione individuale, non sono nelle condizioni di svolgere in sicurezza attività ambulatoriali con contatto diretto del paziente».
Non essendoci più la disponibilità dei medici di famiglia e delle guardie mediche, per un problema di sicurezza, tutta l’attività di controllo dei pazienti non ospedalizzati ricade sulle spalle degli operatori del 118. Questi sanitari, però, non sono meglio attrezzati dei loro colleghi che hanno deciso di non fare visite dirette senza mascherine adeguate ed altro materiale. Non possono e non vogliono fare venire meno il loro servizio, ma chiedono “Dpi a norma” perché anche loro hanno una famiglia e figli. «Anche noi – si legge nel poster – abbiamo il diritto di essere adeguatamente protetti. Gli altri spengono i cellulari, noi ci siamo sempre». «Non vogliamo una medaglia da morti – si legge nella pagina facebook – vogliamo i Dpi per restare vivi e svolgere il nostro lavoro in sicurezza #FFP3# cambia decreto». (redazione@corrierecal.it)







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