Omicidio Lorena Quaranta, il vibonese De Pace preferisce il silenzio davanti al gip

Il 28enne si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al giudice Eugenio Fiorentino per l’udienza di convalida. E intanto l’Ateneo riconosce alla giovane vittima la laurea in Medicina

Lorena Quaranta Messina

MESSINA L’infermiere vibonese, Antonio De Pace, il 28enne responsabile dell’omicidio della giovane fidanzata Lorena Quaranta, si è avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio davanti al giudice Eugenio Fiorentino per l’udienza di convalida. Il giovane, difeso dagli avvocati Ilaria Intelisano e Bruno Ganino, ha scelto dunque la via del silenzio dopo la delirante dichiarazione delle scorse ore (qui la notizia).

L’INDAGINE Ancora dubbi, dunque, sul movente che ha spinto il 28enne vibonese ad uccidere l’aspirante medico originaria di Favara, in provincia di Agrigento. La ricostruzione non convince i giudici che devono decidere sulla convalida del provvedimento di fermo emesso dalla Procura di Messina. La giovane vittima frequentava l’ultimo anno di Medicina e proprio l’Ateneo ha deliberato di riconoscerle la laurea.







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