Lamezia, messaggi choc sui social contro i bambini autistici

La denuncia di Angsa Onlus: «Offese nei confronti del figlio di una nostra associata». Frasi che riaccendono la polemica legata all’inclusione scolastica dei bambini con disabilità

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di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME «I bambini disabili non dovrebbero stare con i bambini sani nelle scuole» «Mia figlia sta in classe con un bambino autistico e ti posso garantire che e (è) un grosso problema». Se i social network fossero esistiti nel Medioevo o in epoche storiche ancora precedenti avremmo certamente letto commenti e frasi di questo tipo. Sorprende che accada ancora nel 2020, alle prese peraltro con una pandemia da coronavirus senza precedenti nella storia. Costretti ancora, dunque, a leggere conversazioni di questo tenore e bassezza, senza tener conto degli evidenti e grossolani errori di grammatica.

MESSAGGI CHOC Ma, quello accaduto ieri a Lamezia Terme è un episodio ancora più significativo e (ahinoi) drammatico perché avvenuto proprio il 2 aprile, la Giornata mondiale della consapevolezza dell’Autismo. Commenti – si legge nella foto – scritti da due mamme evidentemente “preoccupate” dalla presenza in classe di un bimbo autistico all’I.C. di Serrastretta, nel comprensorio di Lamezia, figlio peraltro di un’associata di Angsa Lamezia Onlus (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Frasi evidentemente gravi che testimoniano quanto sia ancora difficile il percorso verso una completa inclusione dei bambini disabili all’interno di contesti, quelli scolastici, di per sé già complessi.

LE REAZIONI Che i social network riuscissero ad amplificare spesso il peggio insito in ogni ogni individuo è fuori discussione da tempo, e a dimostrarlo non sono solo gli studi sociologici ma basta semplicemente scorrere profili pubblici, di politici o personaggi Tv, per ritrovarsi davanti a offese, parolacce e frasi spesso oltre la soglia della denuncia penale. Vili offese che però non sono passate inosservate. Già perché oltre all’indignazione del popolo social, i genitori e l’associazione Angsa Lamezia Onlus che in queste ore si sono già mossi per cercare far luce sul grave episodio. A cominciare dalla lettera scritta ad Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria e ad Angsa nazionale. (redazione@corrierecal.it)





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