“Ti scippu a capu”. Avvocato minacciato davanti al Pronto soccorso di Cosenza – VIDEO

Il noto legale del foro di Paola, Carmine Curatolo, sarebbe stato aggredito da due vigilantes e ha raccontato tutto in un video postato su Facebook

di Alessia Truzzolillo
COSENZA Ha suscitato una grande eco e un’onda lunga di solidarietà lo sfogo espresso su Facebook da parte Carmine Curatolo, avvocato del foro di Paola che si è trovato ad essere trattato in malo modo, per usare un eufemismo, da uno dei sorveglianti che si trovavano, venerdì mattina, di turno al Pronto soccorso di Cosenza. Curatolo era arrivato davanti al Pronto soccorso con sua sorella, una ragazza di 26 anni. Il cuore in gola e in mano la lista delle medicine che assume la nonna, trasportata d’urgenza all’ospedale Annunziata di Cosenza, da Fiumefreddo Bruzio, con ambulanza per un sospetto ictus.
LA VICENDA Giunto all’ingresso del Pronto soccorso si rivolge a due vigilanti appartenenti agli Istituti riuniti di Vigilanza, per sapere se la nonna è arrivata e se può fare avere a qualcuno la lista delle medicine che assume e altra documentazione necessaria. La risposta è un secco: “Un potiti trasiri (non potete entrare, ndr)”. Curatolo, prosegue il racconto, chiede giusto di fare avere i documenti già richiesti dai medici del Pronto soccorso e necessari per le cure della nonna che, tra l’altro, assumendo un anticoagulante, aveva bisogno di una terapia specifica. «Vavatinni i ccà (vattene da qui, ndr)», è la seconda risposta poco cortese che riceve. Ed è solo l’inizio di una discussione durante la quale uno dei due vigilanti, “tale Tonino” apostrofo Curatolo:  «Ca tu un sa cu chini tiani a cchi fari (non sai con chi hai a che fare)». I toni si alzano fino a quando l’uomo chiamato Tonino si avvicina all’avvocato con “fare minaccioso toccando la pistola che aveva nella fondina”. A placarlo, racconta Curatolo, è stato il collega. Il tutto è avvenuto alla presenza della sorella di 26 anni «che per 15 minuti non è stata in grado di parlare perché questo continuava a ripetermi – racconta Carmine Curatolo – ti scippu a capu, tu non sai con chi hai a che fare, t’ammazzo».
 LA RICHIESTA DI AIUTO A questo punto Curatolo e la sorella si sono allontanati alla ricerca di qualcuno tra le forze dell’ordine che li accompagnasse dal temuto vigilante e risolvesse l’urgente problema di fare arrivare ai medici le carte alla nonna. Hanno parlato con i carabinieri di una gazzella incontrata per strada. Si è rivolto a polizia e carabinieri. “Nessuno ha ritenuto di intervenire” per accompagnarci. L’unica laconica risposte era di fare una denuncia. Ma nell’immediato più che fare una denuncia e perdere ulteriore tempo alla famiglia dell’avvocato serviva che qualcuno garantisse di passare senza aggressioni ulteriori davanti al Cerbero posto a guardia del Pronto soccorso. Uno che ti dice “ti scippu a capu”. Alla fine la sorella di Curatolo, facendosi coraggio, si è avviata da sola nella speranza che la propria condizione femminile e senza il fratello, inducesse a migliori intenzioni le guardie. Dopo qualche tempo, non vedendola ritornare, Curatolo si è ravvicinato all’entrata dove si trovava tale Tonino il quale appena lo vede gli dice: “Io piglio una denuncia al giorno, sai quanto me ne fotte della denuncia tua. Vattene!”.
LE SCUSE E I “DUBBI” Lo sfogo Facebook dell’avvocato Curatolo ha avuto una larga eco e molti commenti e condivisioni sui social tanto da arrivare alle orecchie degli Istituti riuniti di Vigilanza. Curatolo ha ricevuto una telefonata di scuse dall’amministrazione che promette di valutare il da farsi in merito a quanto accaduto. «Io desidero – ci dice l’avvocato raggiunto al telefono – che si sappia quanto accaduto e che sia gli Istituti che l’ospedale accertino quanto avviene, se vi sono stati altri casi oltre al mio». Resta da chiarire  in che senso un vigilante dovrebbe affermare “non sai con chi hai a che fare” e “prendo una denuncia al giorno”. Con chi si ha a che fare davanti al Pronto soccorso dell’Annunziata di Cosenza?





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto