‘Ndranghetista con il reddito di cittadinanza, denunciato Vincenzo Barba

Su richiesta della procura di Vibo Valentia è stato emesso un decreto di sequestro preventivo di 4mila e 500 euro, il totale indebito percepito dal settembre 2019 a gennaio 2020. Noto come “u Musichiere”, il denunciato, è stato coinvolto in diverse operazioni, l’ultima: “Rinascita Scott”

VIBO VALENTIA La Procura della Repubblica di Vibo Valentia e i militari del Gruppo della
Guardia di Finanza di Vibo Valentia hanno da tempo avviato tutta una serie di controlli finalizzati a verificare la regolarità delle fruizioni del reddito di cittadinanza, con lo scopo precipuo di verificare se allo stesso hanno avuto accesso soggetti che non ne avevano diritto e persone “vicine” alla criminalità organizzata. Questi controlli hanno sortito già i primi frutti atteso che i militari della Guardia di Finanza hanno individuato un esponente apicale della criminalità organizzata vibonese, il quale, omettendo di comunicare all’Inps la presenza, a suo carico, di precedenti condanne passate in giudicato, preclusive dell’erogazione del beneficio richiesto, aveva indebitamente percepito, nel periodo settembre 2019 – gennaio 2020, l’importo di € 4.500 euro. Si tratta di Vincenzo Barba, alias “u Musichiere”, di 68 anni, con pregiudizi penali, tra gli altri, per estorsione, sequestro di persona, ricettazione, truffa e usura, ritenuto esponente apicale del clan “Lo Bianco-Barba” di Vibo Valentia, condannato dalla Corte di Appello di Catanzaro in data il 3 maggio del 2010, per associazione a delinquere di stampo mafioso, sentenza divenuta irrevocabile il 15 dicembre del 2011. Barba è stato coinvolto, in passato, in numerose operazioni di polizia, quali “Robin-Hood”, “Nuova Alba”, “Flash” e, recentemente, è stato tratto in arresto nell’operazione “Rinascita Scott“, della Dda di Catanzaro, che ha fatto emergere, dopo la morte di Carmelo Lo Bianco, detto “Sicarro”, la sua costante ascesa negli anni fino ad assumere, insieme ad altri, la qualità di promotore, organizzatore, capo e contabile della ‘ndrina e della “Società Maggiore” di Vibo Valentia. Agli atti dell’inchiesta emergeva, altresì, il suo ruolo di contabile della cosca, alternativamente a Raffaele Franzè, detto “Lele U Svizzeru”, deceduto. Al termine del controllo sulla spesa pubblica, i finanzieri lo hanno denunciato alla locale Procura della Repubblica, guidata dal Procuratore Dott. Camillo
Falvo, che ravvisando gli estremi del reato previsto e punito dall’art. 7, comma 1, del D.L. 28 gennaio 2019, n. 4, unitamente al sostituto procuratore Filomena Aliberti ha richiesto al gip l’emissione di un decreto di sequestro preventivo, eseguito in data odierna, avente per oggetto la somma di 4.500 euro circa, quale profitto illecito conseguito a seguito della commissione del reato.
La Procura della Repubblica guidata dal Procuratore Falvo proseguirà nell’attività di verifica in materia di Reddito di Cittadinanza, per evitare che le somme possano andare a beneficio di boss mafiosi o altri appartenenti alle cosche, verificando anche l’esistenza di eventuali connivenze o mancati controlli ad opera dei soggetti che potevano e/o dovevano evitare che ciò potesse accadere.
La Guardia di Finanza, come in passato, continuerà ad eseguire altri interventi in materia di Reddito di Cittadinanza nell’ambito del Piano Operativo “Prestazioni Sociali Agevolate”, con lo scopo di contrastare le condotte di indebita richiesta, percezione e/o fruizione di Prestazioni Sociali Agevolate spettanti a cittadini in condizione economica e sociale svantaggiata, collegate
alla presentazione di Dichiarazioni Sostitutive Uniche. L’azione del Corpo, infatti, è finalizzata a prevenire e reprimere condotte illecite dall’elevato disvalore sociale in quanto tese a sottrarre risorse alle fasce più bisognose della popolazione, evitando il dispendio di risorse a beneficio di
soggetti non aventi diritto, come, ad esempio, i condannati in via definitiva per associazione a delinquere di tipo mafioso.





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