Lamezia, volevano imporre il “monopolio” su un cantiere: arrestati – VIDEO

Due in manette per tentata estorsione dopo la denuncia degli operai. Chiedevano materiale edile in cambio di protezione. E, per agire indisturbati, avrebbero messo fuori uso il sistema di videosorveglianza

scordovillo

LAMEZIA TERME I Carabinieri di Lamezia Terme hanno eseguito, lunedì mattina, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Lamezia Terme su richiesta della locale Procura nei confronti di due uomini ritenuti responsabili di tentata estorsione in concorso nei confronti di lavoratori di un cantiere edile attivo nel centro cittadino.
Le indagini sono state avviate a seguito di denuncia sporta da alcuni dipendenti i quali avrebbero riferito di essere stati avvicinati, nei giorni scorsi, da due soggetti residenti nel noto campo Rom di contrada Scordovillo i quali, mediante una minaccia implicita di ritorsione, avrebbero tentato di costringerli a consegnare loro materiale edile. In cambio della loro collaborazione offrivano la consueta «protezione». Se avessero fatto quanto richiesto «non sarebbe successo niente di male». Ma la richiesta non si limitava al materiale edile. I due, infatti, chiedevano anche di essere aiutati a rimuovere le telecamere di videosorveglianza del cantiere in modo da poter agire indisturbati. In effetti, durante la notte, ignoti col volto travisato si sono introdotti nel cantiere e, dopo aver tranciato alcuni cavi dell’impianto, si sono dati alla fuga. I due avrebbero preteso anche una sorta di monopolio sul cantiere, infatti, avrebbero riferito al personale addetto che se si fosse presentato qualcun altro avanzando le medesime richieste glielo avrebbero dovuto comunicare. Nei giorni successivi, sono stati numerosi i passaggi effettuati dai due nei pressi dell’area di lavoro, spesso a bordo di una moto, a scopo chiaramente intimidatorio. L’episodio è solo l’ultimo di varie richieste, mai evase, avanzate nei confronti degli operai del cantiere edile pertanto, considerato anche il profilo criminale dei due soggetti, uno dei quali ex sorvegliato speciale di polizia ed entrambi gravati da numerosi precedenti di polizia anche specifici, è stata applicata loro la misura della custodia cautelare in carcere presso la casa circondariale di Catanzaro.







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