Lotta alla pandemia, report ministeriale: Calabria a rischio basso

Il monitoraggio del sistema centrale di sorveglianza alla fine del lockdown delinea una situazione complessivamente sotto controllo per la nostra regione: «La valutazione del rischio realizzata in base ai dati forniti evidenzia una bassa probabilità ed un basso impatto»

Coronavirus

CATANZARO La Calabria è una regione a rischio basso. Lo evidenzia il periodico report Sorveglianza Covid-19 del ministero della Salute-Istituto superiore di sanità. Il report, trasmesso a tutte le Regioni il 7 maggio scorso, è una sorta di monitoraggio della situazione in vista della fine del lockdown e contiene le prime valorizzazioni degli indicatori del rischio sanitario legato al Coronavirus. Con riferimento alla Calabria, il report relativo al 6 maggio evidenzia, in estrema sintesi, una «classificazione del rischio settimanale bassa di una trasmissione non controllata e non gestibile di Sars CoV-2 sul territorio regionale».
Per quanto riguarda il primo indicatore sotto la sorveglianza del ministero della Salute-Istituto superiore di Sanità, quello sulla capacità di monitoraggio, per quanto riguarda la Calabria c’è «un livello di completezza nei dati di sorveglianza in linea con le soglie previste per la fase di valutazione». Inoltre – rimarca il livello ministeriale – «vi è concordanza nell’osservazione di una riduzione nel trend di casi da entrambi i flussi di sorveglianza ed evidenza di un Rt<1 (è l’indice che rappresenta il numero medio delle infezioni prodotte da ciascun individuo infetto dopo l’applicazione delle misure di contenimento dell’epidemia stessa). Un unico focolaio che sembrerebbe ascrivibile ad una situazione nota in precedenza è stato catturato dal sistema di “epidemic intelligence” negli ultimi 4 giorni che andrebbe verificato e validato con la Regione».
Un altro indicatore è quello della stabilità di trasmissione e della tenuta dei servizi sanitari: con riferimento alla Calabria, nel report di sorveglianza emerge che «il numero di casi riportati alla Protezione civile negli ultimi 14 giorni è pari a -56% (22 casi dal 29 aprile al 5 maggio, 50 casi nuovi dal 22 al 28 aprile), e inoltre «non sono evidenti segnali di sovraccarico dei servizi sanitari» (2% tasso di occupazione dei posti letto totali di terapia intensiva per pazienti Covid-19) mentre «non è al momento pienamente valutabile» l’indicatore di processo sulla capacità di accertamento diagnostico, indagine e di gestione dei contatti. Il report ministeriale quindi conclude: «La valutazione del rischio realizzata in base ai dati forniti evidenzia una bassa probabilità ed un basso impatto portando ad una classificazione del rischio settimanale bassa di una trasmissione non controllata e non gestibile di Sars-CoV-2 sul territorio regionale», in sintesi per la Calabria, ferma restando la «necessaria verifica con la Regione in merito alla presenza e diffusione dei focolai», è «rischio basso» (che è, poi, il livello al quale è previsto il passaggio alla fase 2).





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