Droga da Gioia alla Sicilia, condanne ridotte in Appello

Nel processo scaturito dall’operazione “Doppia sponda” i giudici hanno ridimensionato le pene per otto imputati. Avrebbero fatto parte di una rete di spaccio a Messina rifornita anche dallo scalo calabrese

MESSINA Il processo d’appello sullo spaccio di droga a Messina scoperto dall’operazione “Doppia Sponda” finisce con una riduzione di pena nei confronti di cinque imputati. L’indagine svelo’ che il flusso di marijuana era arrivato a Messina, attraverso canali di rifornimento sia a Catania che nella piana di Gioia Tauro in Calabria. Il processo era nei confronti di otto imputati.
Questa, la sentenza d’appello: Giuseppe Valenti 5 anni e 5 mesi e 20 giorni, Marco D’Angelo 5 anni, 8 mesi e 15 giorni, Gianluca Miceli 2 anni, 6 mesi e 20 giorni, Alessandro Cute’ 4 anni, 9 mesi e 10 giorni, Salvatore Di Mento 2 anni e 8 mesi. Conferma per altri tre. Il processo di primo grado si era concluso il 19 febbraio 2019 con otto condanne per complessivi 70 anni di reclusione con condanne che variavano dai 21 anni fino a 10 anni. Contro questa sentenza la difesa rappresentata dagli avvocati Cinzia Panebianco, Salvatore Silvestro, Domenico André, Pietro Venuti,Giovanni Mannuccia, Rosy Spitale aveva presentato appello. Il rappresentante dell’accusa aveva chiesto la conferma. L’operazione “Doppia Sponda”, scattò nel 2017 e fu il risultato di indagini condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo che ha trattato episodi che vanno tra il 2013 e il 2014. Secondo l’accusa a Mangialupi, Fondo Fucile e al rione Taormina c’era un’organizzazione che si era ritagliata una buona fetta del mercato dello spaccio di droga. Le indagini avevano permesso di risalire anche un secondo gruppo.





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