Lamezia, incompatibilità dei consiglieri: nessuna verifica sui debiti con la Multiservizi

A “sfuggire” ai controlli degli uffici preposti la posizione debitoria dei componenti del Consiglio nei confronti della società municipalizzata. Ma ora si temono ulteriori sorprese

Lamezia Comune

di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME
Una tempesta improvvisa dagli esiti ancora incerti e imprevedibili quella che si è abbattuta da qualche giorno sul Comune di Lamezia Terme. Fra le stanze di Palazzo Madamme la tensione è altissima. Le verifiche a tappeto partite da qualche giorno (così come aveva anticipato il Corriere della Calabria) stanno agitando gli animi dei componenti del Consiglio comunale. Controlli partiti dopo la richiesta di accesso agli atti nei confronti di un componente della minoranza e che avrebbero già messo in evidenza come, prima della proclamazione degli eletti, siano stati fatti in modo forse troppo superficiale.
MULTISERVIZI A “sfuggire” alle verifiche, infatti, è stata la sussistenza di debiti esigibili nei confronti della Multiservizi s.p.a., società municipalizzata dell’Ente lametino e che si occupa della gestione del trasporto pubblico, illuminazione e gestione delle risorse idriche in città. Una “disattenzione” grave quella degli uffici preposti e della Segreteria generale chiamati a fornire una lunga istruttoria allo stesso Consiglio Comunale che, il 21 dicembre del 2019, ha esaminato le condizioni di eleggibilità e compatibilità degli eletti, con la successiva convalida.
Ma, a quanto pare, di istruttorie nessuna traccia mentre nella delibera n.1 del 21/12/19 del Consiglio comunale si fa riferimento solo alle dichiarazioni rese dai 24 consiglieri eletti e dal sindaco che parlano di «non sussistenza a loro carico di motivi di inconferibilità, ineleggibilità o di incompatibilità di cui al D. Lgs. 18.08.2000 n. 267». Quasi 6 mesi dopo, però, lo scenario è cambiato radicalmente: il nuovo segretario generale dovrà ora accertare la veridicità delle dichiarazioni rese nei mesi scorsi dagli attuali componenti del consiglio e far emergere eventuali criticità anche sulla base dei controlli da effettuare sulle posizioni debitorie nei confronti della Multiservizi.
DECADENZA E RISCHI GIUDIZIARI Un chiaro tentativo di salvare capra e cavoli è la consegna di un documento – direttamente dagli uffici del Comune – a tutti i componenti del Consiglio. Ma ormai la bomba è esplosa. Nessun rischio, comunque, per la tenuta del Consiglio ma, se il Segretario generale dovesse accertare che alcune dichiarazioni rese risultano essere non veritiere, si procederebbe alla decadenza dei consiglieri coinvolti con il successivo subentro dei primi dei non eletti. L’articolo 75 del Testo Unico, sostiene che «qualora dal controllo emerga la non veridicità del contenuto della dichiarazione, il dichiarante decade dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera». Facendo invece riferimento all’articolo 76 del Testo Unico in materia di documentazione amministrativa, «chiunque rilasci delle dichiarazioni mendaci, le quali presentino dei vizi documentabili e inequivocabili, è tenuto a rispondere per reato di falso. Le conseguenze, in questo caso, saranno di tipo civile e penale». L’esibizione di una dichiarazione mendace a pubblico ufficiale è sanzionata dall’articolo 483 del C. P. «con un periodo di reclusione da tre mesi fino a due anni mentre l’articolo 495 prevede una reclusione da uno a sei anni per chi dichiara il falso sull’identità, lo stato e le qualità in proprio possesso, o inerenti un’altra persona»
SORPRESE Risvolti giudiziari a parte in attesa degli esiti dei nuovi controlli, è chiaro come l’Amministrazione Mascaro voglia fare in fretta per poter concentrare forze e uomini sui prossimi step legati all’approvazione dei bilanci e la programmazione della stagione estiva ma la sensazione è che dai controlli possano emergere ulteriori sorprese. (redazione@corrierecal.it)





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