Scarcerato per l’emergenza Covid, ‘ndranghetista del clan Arena torna in cella

Il Procuratore Nicola Gratteri e il sostituto Domenico Guarascio della Direzione Distrettuale Antimafia hanno chiesto ed ottenuto dal GIP il ripristino della custodia cautelare

Polizia arresto

CATANZARO Nella mattinata odierna, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Catanzaro, personale delle Squadre Mobili di Catanzaro e Crotone, ha dato esecuzione all’ordinanza di ripristino della misura cautelare in carcere emessa dal GIP Distrettuale presso il Tribunale di Catanzaro nei confronti del Nicolino Gioffrè cl. 75, posto agli arresti domiciliari il 18 marzo scorso per ragioni di incompatibilità carceraria determinata dalla diffusione del virus COVID/19. L’uomo, già condannato in primo grado di giudizio alla pena di anni tredici e mesi quattro di reclusione poiché ritenuto responsabile del reato di associazione mafiosa ed estorsione, era stato tratto in arresto, nel maggio 2017, nell’ambito dell’operazione Jonny in quanto ritenuto “luogotenente” della cosca Arena e referente, per conto della stessa, sul territorio catanzarese. In virtù del suo ruolo di spicco, era emerso anche come partecipe di “summit” di ndrangheta tesi a ristabilire i sempre precari equilibri tra cosche dei diversi territori. Avvalendosi anche della recente novella legislativa (decreto legge nr. 29 del 10 maggio 2020), il Procuratore Nicola Gratteri e il sostituto Domenico Guarascio della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro hanno chiesto ed ottenuto dal GIP il ripristino della custodia cautelare in carcere che sarà scontata in una struttura penitenziaria individuata dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.





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