Caso Rositani, chiesti vent’anni di carcere per l’ex marito

Il pm ha invocato la condanna di Ciro Russo accusato di aver tentato di uccidere l’ex lo scorso anno a Reggio Calabria. L’uomo aveva appiccato il fuoco all’auto in cui viaggiava la sua vittima. La prossima udienza è fissata per il 13 luglio

REGGIO CALABRIA Venti anni di reclusione per Ciro Russo, l’uomo che tentò di uccidere l’ex moglie, Maria Antonietta Rositani, dandole fuoco a Reggio Calabria. Il pm Paola D’Ambrosio ha invocato 20 anni di reclusione per l’uomo, difeso dall’avvocato Antonino Catalano, nel processo celebrato con rito abbreviato dinanzi al gup Valerio Trovato. Alla requisitoria hanno assistito anche il procuratore capo Giovanni Bombardieri e il procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni, delegato alla procura ordinaria. Il 12 marzo dello scorso anno l’uomo, che si trovava agli arresti domiciliari a Ercolano, raggiunse in auto Reggio Calabria. L’aggressione avvenne in via Frangipane, mentre la donna era da sola in automobile, quando l’uomo aprì lo sportello e versò liquido infiammabile all’interno dell’autovettura, appiccando il fuoco. Maria Antonietta Rositani ha subito gravissime ustioni ed è stata ricoverata per oltre dieci mesi nel centro grandi ustionati del policlinico di Bari. Ciro Russo fu catturato dalla squadra mobile fuori da una pizzeria, in città, dopo due giorni di serrata caccia all’uomo. Quattro i capi d’accusa: tentato omicidio pluriaggravato, maltrattamenti in famiglia, uccisione di animali (il cagnolino della donna era nella macchina), evasione dai domiciliari. L’uomo, pur non negando quanto accaduto, ha sostenuto di non avere avuto intenzione di uccidere l’ex moglie. L’udienza è stata rinviata al 13 luglio per la discussione del difensore di Russo, in quella stessa data è attesa la sentenza del gup.





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