Non solo corruzione, l’assessore Catalfamo indagata per concorso esterno con la ‘ndrangheta

Gli inquirenti dell’inchiesta “Helios” hanno chiesto l’aggiornamento del fascicolo perché, come responsabile dei lavori della strada Gallico-Gambarie, avrebbe «affidato lavori pubblici a ditte gradite dalla criminalità organizzata»

REGGIO CALABRIA Non solo corruzione, l’assessore alle infrastrutture in carica per la Regione Calabria, Domenica Catalfamo è indagata anche per concorso esterno in associazione mafiosa.
Così rivela ilfattoquotidiano secondo cui gli inquirenti della Dda reggina avrebbero chiesto di aggiornare l’iscrizione del fascicolo relativo all’inchiesta “Helios” che ha travolto la società Avr e vede coinvolti in tutto 8 amministratori pubblici (qui l’approfondimento e i nomi).
Sono diversi i fatti contestati all’attuale assessore della Giunta Santelli, già responsabile del progetto per i lavori della strada Gallico-Gambarie. Un appalto da circa 43 milioni di euro in relazione al quale – secondo quanto scrivono gli inquirenti, che stanno approfondendo il tentativo della ‘ndrangheta di infiltrare la società che si occupa della gestione rifiuti a Reggio – Catalfamo «ha concesso assunzioni di soggetti sponsorizzati dalla politica e affidato lavori a ditte gradite dalla criminalità organizzatata».
Proprio questo passaggio, secondo la testata, sarebbe la base della nuova iscrizione nel registro delle notizie di reato.
Le indagini hanno svelato una serie di fatti avvenuti tra il 2015 e i 2018, in base ai quali Catalfamo avrebbe chiesto e ottenuto per sé o per altri vantaggi di varia natura (autovettura con autista per il diciottesimo compleanno della figlia; sistemazione a Milano per la figlia dell’allora presidente alla provincia Giuseppe Raffa; trasporto di un tapis roulant a casa con mezzo dell’Avr). Favori in cambio dei quali avrebbe agevolato l’ingresso delle “famiglie” reggine nei lavori pubblici, circostanza che estende dunque lo spettro dell’indagine.
Un sospetto, quello di aver favorito le ‘ndrine, che nel medesimo procedimento ricadrebbe anche sull’amministratore unico della società, Claudio Nardecchia, imprenditore romano noto in Calabria e in Toscana (dove Avr si occupava della pulizia delle strade) e indagato in concorso con Catalfamo per corruzione nell’esercizio della funzione pubblica.
Scrive sempre ilfattoquotidiano: «Non è un caso che i carabinieri considerano di “interesse operativo” un messaggio da lui ricevuto nel maggio 2015 quando è stato “invitato a un incontro con Luca Lotti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio”». Incontro che poi non si sarebbe svolto in quell’occasione. (redazione@corrierecal.it)





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