Finanza al comune di Tropea, il sindaco: «Nessuna perquisizione, abbiamo sempre collaborato»

Giovanni Macrì spiega i motivi che hanno portato gli agenti del nucleo economico tributario a bussare alla porta del municipio.
«Hanno acquisito i documenti circa la tassa di soggiorno onde verificare il regolare versamento di tale imposta comunale da parte dei soggetti tenuti a farlo». Nessuna ombra sugli appalti. «Hanno solo acquisito gli incartamenti dell’opera di restyling di Piazza Vittorio Veneto»

TROPEA Giovanni Macrì, sindaco di Tropea, butta acqua sul fuoco e rimpicciolisce la notizia diffusa nella giornata di lunedì (leggi qui) relativamente alla visita negli uffici comunali delle fiamme gialle del nucleo di polizia economico tributaria. I finanzieri avrebbero acquisito una serie di documenti per far luce su alcuni aspetti amministrativi, atti spesso dovuti, non a caso per Macrì il clamore mediatico della vicenda è l’equivalente di una «moderna “caccia alle streghe”». E dunque il primo cittadino della rinomata località turistica calabrese puntualizza che: «Gli agenti della Guardia di Finanza non hanno effettuato alcuna forma di perquisizione, limitandosi, invece, con fare oltremodo discreto e cordiale, a richiedere copia di documentazione afferente – esclusivamente – la tassa di soggiorno onde verificare il regolare versamento di tale imposta comunale da parte dei soggetti tenuti a farlo. Vale la pena ricordare, a tale riguardo, come il comune di Tropea, sin dallo scorso anno, abbia dichiarato apertamente guerra agli evasori di tale imposta riuscendo, con l’aiuto per l’appunto della Guardia di Finanza, ad incrementare tale gettito del 400%, quanto al mercato delle seconde case, e del 30% circa, in termini assoluti». Il primo cittadino conferma dunque che gli agenti delle fiamme gialle abbiano richiesto una serie di documenti relativi alla tassa di soggiorno e specifica poi la parte relativa ai controlli relativi agli appalti. «L’unica situazione che la Guarda di Finanza ha ritenuto di verificare, acquisendo la relativa documentazione, è l’intervento di restyling di Piazza Vittorio Veneto, un luogo che abbiamo trasformato da squallida “area di servizio” in vera agorà cittadina e sito per eventi, impiegando i proventi della tassa di soggiorno nel rispetto della ratio della legge che l’ha istituita – spiega il sindaco di Tropea -. Sono compiaciuto per l’attività di controllo sulla spesa sostenuta anche perché, ne sono più che certo, gli attenti agenti e i verificatori non potranno non accorgersi ed apprezzeranno le importanti economie realizzate dall’amministrazione attraverso la sperimentazione dell’acquisto diretto dei materiali, operazione questa che ci ha consentito significativi risparmi che si sono tradotti nella portata del lavoro che è sotto gli occhi di tutti». Normale amministrazione, dunque, nulla di più. «Questo, il reale operato della Guardia di Finanza negli uffici comunali di Tropea, come del resto potrà essere confermato da un loro comunicato che, in ragione della gravità della subdola notizia diffusa dalla stampa, appare opportuno. Effettivamente, è auspicabile un puntuale intervento affinchè venga evidenziata e sottolineata la verità e il reale accadimento dei fatti che è doveroso epurare da valutazioni che gettano ombre sull’operato di un’amministrazione che, con onestà, competenza, e spirito di servizio, si spende senza risparmiarsi per dimostrare l’esistenza di una Calabria sana, efficace ed efficiente, che non ha nulla da invidiare o da imparare da alcuno».





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