L’addio di Kanoute e le (cattive) abitudini del Cosenza

Il francese, con il contratto in scadenza, vola in Ligue 1 al Monaco. La rosa dei rossoblù si accorcia e Occhiuzzi è in emergenza. Perché troppo spesso la dirigenza temporeggia sui casi più spinosi

di Fabio Benincasa
REGGIO CALABRIA
Non avevamo creduto ai problemi alla schiena, prima del match contro il Trapani, di Franck Kanoute e lo avevamo anche scritto nell’articolo sulla gara pareggiata al San Vito-Marulla dai rossoblù. Dal Cosenza Calcio avevano fatto filtrare alcune voci su un infortunio last minute del centrocampista, ma in pochi avevano abboccato all’amo. Il calciatore in scadenza di contratto, perché in prestito dal Pescara, sin dal ritorno in campo dopo il lockdown aveva manifestato la voglia di lasciare la Calabria e chiudere la stagione lontano dalla bagarre salvezza. Il motivo è presto spiegato: sul tavolo il calciatore ha una ricca offerta del Monaco che gioca in Ligue 1.
Ed allora, avrà pensato il senegalese, perché rischiare un infortunio con così tante gare da giocare in pochi giorni, con i ritmi infernali di chi deve necessariamente salvarsi e con la stanchezza accumulata e difficile da smaltire? Da qui l’addio, nella giornata di ieri. Il giovane centrocampista ha svuotato l’armadietto e ha salutato tutti facendo rientro alla base. Nessun comunicato da parte della società, che per il momento non prende posizione. C’è da dire che il contratto che legava Kanoute al Cosenza prevedeva un diritto di acquisto da parte del club silano per una cifra pari a 4,5 milioni di euro. Una spesa difficilmente sostenibile da Guarascio ma un possibile pretesto per presentare un eventuale ricorso e richiedere (magari) il reintegro in rosa del calciatore.
Ciò che è importante sottolineare è ancora una volta la solita (cattiva) abitudine dei rossoblù nel non risolvere per tempo i casi spinosi. Ormai è prassi arrivare al termine della stagione con decine di calciatori in scadenza o iniziare il campionato senza metà della rosa a disposizione. Insomma nulla di nuovo, e forse giocando d’anticipo si sarebbe evitato anche questo doloroso e probabilmente inevitabile addio. Occhiuzzi dovrà fare necessariamente a meno del centrocampista ed affidarsi a Bruccini, Sciaudone, Prezioso e Broh.
Rosa corta e partite a distanza ravvicinata, la situazione peggiore per chi come il Cosenza deve giocarsi la permanenza in Serie B. (redazione@corrierecal.it)





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