Massimo Cundari lascia il carcere, il Tribunale delle Libertà dispone i domiciliari

Disposta una misura cautelare meno afflittiva per l’ex comandante dei Vigili del Fuoco di Cosenza tratto in arresto lo scorso 23 giugno dopo la denuncia di un imprenditore. E’ accusato dei reati di concussione, falso in atto pubblico, induzione indebita a dare o promettere utilità.

di Michele Presta
COSENZA
Massimo Cundari lascia il carcere di Cosenza. L’ex capo dei Vigili del Fouco del comando provinciale Bruzio è stato scarcerato su ordine del Tribunale delle Libertà al quale ha fatto ricorso dopo gli arresti disposti dal gip del tribunale di Cosenza su richiesta della procura lo scorso 23 giugno. I giudici hanno accolto la richiesta avanzata dall’avvocato Nicola Carratelli, difensore di fiducia del funzionario dei Vigili del Fuoco, disponendo una misura cautelare meno afflittiva. Massimo Cundari è accusato dei reati di concussione, falso in atto pubblico, induzione indebita a dare o promettere utilità. A mettere nei guai l’ex comandate è stata la denuncia di un imprenditore che nel corso degli anni si era interfacciato con il vertice della caserma cosentina per avviare le pratiche utili all’apertura di un impianto per il trattamento di gas in provincia di Cosenza. L’imprenditore, prima di presentare una regolare denuncia all’arma dei carabinieri aveva registrato uno degli incontri avvenuti con Cundari e nel quale lo stesso avanzava una richiesta di denaro per ottenere dei certificati necessari per avviare l’attività imprenditoriale. Richieste che poi, per come emerge dagli atti d’indagine sono state ripetute nel tempo da parte di Massimo Cundari. In tutto, l’imprenditore avrebbe versato al dirigente dei Vigili del Fuoco 8mila e 500 euro. Di questi però, soltanto l’ultima tranche di 2mila e 500 euro è stata trovata in possesso dell’indagato, poiché fermato subito dopo la consegna avvenuta dall’imprenditore e concordata con i carabinieri del Norm.





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