Stefanaconi, ritrovato testo antico trafugato in Abruzzo nel 2006

Si tratta di un commentario alla Bibbia cattolica risalente al XVII secolo è stato ritrovato esposto in una teca nell’Accademia delle Belle Arti “Fidia” durante una perquisizione dei carabinieri. Arrestati il figlio e la nuora del direttore della biblioteca per detenzione di armi da guerra e clandestine

VIBO VALENTIA Nella mattinata di ieri, 2 luglio 2020, nell’ambito di una operazione condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Vibo Valentia – sotto il coordinamento della Procura della Repubblica del Capoluogo – che ha portato all’arresto di 2 persone per detenzione illegale di armi da guerra, non è sfuggito ai militari che hanno eseguito le perquisizioni – estese ai molteplici locali nella disponibilità degli arrestati – la presenza di un testo antico dal potenziale valore artistico e storico.
Il libro è stato trovato all’interno dell’Accademia di Belle Arti “Fidia” di Stefanaconi ed era in esposizione assieme ad altri volumi in uno dei laboratori dell’Istituto, dentro una teca in vetro.
Da qui l’immediato intervento sul posto da parte dei Carabinieri del Nucleo TPC (Tutela Patrimonio Culturale) di Cosenza che hanno riconosciuto nel volume in lingua latina, dal titolo “COMMENTARIVS R.P. CORNELII CORNELII A LAPIDE SOCIETATIS IEVS IN ESSRAM, NEHEMIAM, TOBIAM, IV DITH, ESTHER ET MACHABAEOS”, un’opera di assoluto pregio.

Il Comando Carabinieri TPC – che è uno dei comparti di specialità dell’Arma dei Carabinieri che svolge attività di prevenzione e repressione a tutela del patrimonio culturale ed artistico in Italia ed all’estero – è riuscito a stimare la pubblicazione del testo all’anno 1651. Si tratta di un commentario della Bibbia cattolica, presumibilmente utilizzato per lo studio e la meditazione dalle religiose che nei secoli vissero nel convento. L’esame del testo ha fornito spunti importanti per risalire anche alla proprietà del bene. È stato infatti notato un dato molto fondamentale per il prosieguo delle indagini: un contrassegno della biblioteca ecclesiastica del convento francescano OFM Sant’Antonio di Sulmona.
Il convento, per anni punto di riferimento e polo di attrazione turistica della comunità abruzzese, collegio di orfani e centro di formazione professionale, nell’anno 2006, a seguito della riscontrata carenza di vocazioni, è stato soppresso ed i testi presenti nella ricca biblioteca erano stati quindi ricollocati con una certa premura nel convento di Celano (AQ).
Non si esclude che il trafugamento del volume – e il suo contestuale ingresso nel mercato illegale – possa essersi verificato proprio nel periodo del trasferimento della biblioteca.
A conclusione della attività, i Carabinieri del Comando Provinciale di Vibo, oltre a trarre in arresto Davide Pietro Licata e Rossella Paola Marzano, rispettivamente il figlio e la nuora del direttore dell’Accademia per la detenzione illegale di armi da guerra e clandestine, hanno anche deferito lo stesso direttore dell’Istituto, M.L., sottoponendo a sequestro la preziosa opera libraria che, sino a quando non sarà restituito agli aventi diritto, rimarrà per ora custodita all’interno della caserma dei Carabinieri di via Pellicanò.





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