Rifiuti, Vibo al collasso: la protesta dei sindaci arriva fino alla discarica di San Pietro Lametino – VIDEO

Un’emergenza che ha compromesso in parte l’immagine turistica del territorio. A pesare sono la bassa percentuale di raccolta differenziata e l’assenza di un impianto di servizio sul proprio territorio. Il sindaco Limardo: «Siamo qui a rivendicare i nostri diritti e la nostra dignità»

di Giorgio Curcio
SAN PIETRO LAMETINO Uno scontro territoriale fatto di rivendicazioni, pretese e nuove strategie. A riaccenderlo è l’ennesima emergenza rifiuti che da almeno 20 giorni sta interessando in particolare tutta la provincia di Vibo Valentia.
Cumuli di rifiuti ai bordi delle strade e cassonetti stracolmi. Un’immagine che, per un territorio a forte vocazione turistica, rischia di essere definitivamente compromessa.
Ad incidere ulteriormente è l’impossibilità di poter conferire nella discarica di San Pietro Lametino ormai da quasi due mesi, impianto che era stato assegnato proprio al territorio vibonese ma che è stato “sottratto” lo scorso 14 maggio dall’Ato di Catanzaro che ha invece assegnato a Vibo la discarica di Alli dove si conferisce a singhiozzi e peraltro in piccole quantità. Motivi che hanno spinto 50 sindaci del vibonese, con in testa il primo cittadino di Vibo, Maria Limardo (presidente anche dell’Ato) ad organizzare una protesta davanti ai cancelli dell’impianto di San Pietro Lametino.
I RITARDI DELL’ATO DI VIBO «Siamo qui a rivendicare i nostri diritti e la dignità del territorio di Vibo Valentia» ha detto proprio la Limardo ai microfoni de L’altro Corriere Tv, mettendo però in chiaro alcuni punti fondamentali, a cominciare dagli enormi ritardi dell’Ato di Vibo. Qui, infatti, manca ancora un impianto di servizio e si sono accumulati almeno 7 anni di ritardi. Solo da poco, dunque, è stato individuato un nuovo sito, a Sant’Onofrio, dover far sorgere il nuovo impianto e, afferma ancora la Limardo, «a costo zero perché ci siamo avvalsi della collaborazione di Invitalia».
«Va precisato che l’impianto di San Pietro Lametino – spiega ancora la Limardo – è sorto prima del disegno delle Comunità d’ambito ed era stato ideato per la provincia e i territori di Vibo Valentia. Quando arriva la costituzione degli Ato per pura casualità questo impianto ricada nella provincia di Catanzaro. È tutto qui».
EMERGENZA CALABRESE Le criticità di Vibo non sono altro che lo specchio di un’emergenza, quella dei rifiuti, che interessa la Calabria da almeno vent’anni. Situazione che, secondo Maria Limardo, non è cambiata neanche dopo l’istituzione degli Ato: «Andrebbe ripensata la governance – dice – ma credo che a livello regionale finalmente si sia presa in mano la situazione che se è emergenziale da vent’anni un motivo certo ci sarà».
Quello dei rifiuti è dunque un tema caldissimo, particolarmente sentito anche nel territorio lametino dove è in programma la realizzazione della terza mega vasca da circa 600mila metri cubi ma che ha già scatenato l’ira di una rete civica letteralmente sul piede di guerra contro la Regione e soprattutto il sindaco di Lamezia, Paolo Mascaro.
Un’emergenza, quella del territorio vibonese, che pare aver compromesso almeno in parte una stagione estiva già complicata dalla “Fase 3” post-emergenza coronavirus. Una soluzione potrebbe però arrivare dalle buone pratiche e dalla raccolta differenziata: «Noi stiamo facendo una fortissima opera di sensibilizzazione per la suddivisione dei rifiuti – afferma la Limardo – e siamo attorno ad una percentuale del 57%. Prima di me c’era chi premeva per il potenziamento dell’impianto di San Pietro Lametino. Il nostro obiettivo, invece, è quello di raggiungere l’autosufficienza nel più breve tempo possibile». (redazione@corrierecal.it)





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