«Abbiamo certezza che la ‘ndrangheta ha aderito al progetto di Licio Gelli»

Continua la requisitoria nel processo “’ndrangheta stragista”. L’accusa si sofferma ancora sui rapporti tra mafie e massoneria: «le componenti mafiose non sono mai state organizzazioni disgiunte da contesti massonici di alto livello. Non possiamo dire di aver sconfitto la P2»

CATANZARO «Cosa nostra, ‘ndrangheta e altre componenti mafiose nazionali non sono mai state organizzazioni solo di tipo mafioso disgiunte da contesti massonici di alto livello». È proseguita anche nel pomeriggio la requisitoria del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo nel processo “‘Ndrangheta stragista” che vede alla sbarra il boss siciliano Giuseppe Graviano e Rocco Santo Filippone, ritenuto dalla Dda di Reggio Calabria il referente della cosca Piromalli di Gioia Tauro.
Nel suo intervento, il pm si è soffermato più volte sulla figura di Licio Gelli. «Abbiamo la certezza – ha detto Lombardo – che le componenti mafiose hanno aderito al progetto di Gelli». A proposito della soppressione della P2 ed alla luce delle risultanze investigative, il Procuratore aggiunto si è chiesto se «è degno di un paese civile raccontare che noi la P2 l’abbiamo sconfitta?»
«Allargare il tema di prova al contesto storico politico in cui il fatto reato si inserisce ritengo sia indispensabile. – aggiunge il pm – Solo facendo quest’operazione è possibile capire quando nascono i rapporti di Cosa nostra e ‘ndrangheta con determinati ambiti politici bene individuati».
Per dimostrare la decisione di ‘ndrangheta e Cosa nostra di abbandonare i movimenti separatisti, dei primi anni novanta, e puntare su Forza Italia (ne abbiamo scritto qui), il procuratore Lombardo ha ricordato quando il 24 febbraio 1994 durante un processo celebrato a Palmi il boss Pino Piromalli ha chiesto di fare dichiarazioni spontanee e ha detto testualmente: «Voteremo Berlusconi, voteremo Berlusconi». Un episodio che 24 anni dopo si incrocia con un’intercettazione registrata nell’ambito dell’inchiesta “Rinascita-Scott” della Dda di Catanzaro. Il riferimento è alla frase registrata dai carabinieri e pronunciata dall’ex senatore Giancarlo Pittelli il 20 luglio 2018, arrestato nell’ambito dell’inchiesta Rinascita-Scott”, dopo aver letto un articolo su “Il Fatto Quotidiano” sulla trattativa Stato-mafia: «Berlusconi è fottuto, Berlusconi è fottuto», erano state le parole di Pittelli che, al suo interlocutore, spiegò che «la prima persona che Dell’Utri contattò per la formazione di Forza Italia fu Piromalli a Gioia Tauro». È una «chiave di lettura – ha affermato il procuratore Lombardo – che ci fornisce un ex parlamentare di Forza Italia, non un passante».
Il processo riprenderà domani quando proseguirà la requisitoria che dovrebbe concludersi nei prossimi giorni con le richieste di condanne del procuratore Lombardo.





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