Occhiuto rinviato a giudizio insieme all’ex ministro Corrado Clini

Il primo cittadino di Cosenza è coinvolto nell’inchiesta per la sua attività professionale di architetto. La procura di Roma gli contesta il reato di associazione a delinquere transnazionale per delle operazioni fatte sull’asse Italia-Cina. Rinviata a giudizio anche l’ex assessore comunale Martine Hauser

ROMA E’ stato rinviato a giudizio, Mario Occhiuto, coinvolto nella indagine condotta dalla Procura di Roma in qualità di architetto, che vede tra le persone che dovranno difendersi in giudizio l’ex Ministro dell’Ambiente Corrado Clini e la moglie Martina Hauser che per un periodo della prima consiliatura (finito anche questo nel fascicolo d’inchiesta) ha ricoperto il ruolo di assessore al comune Bruzio. La procura ha indagato su di una serie di affari fatti da Occhiuto (finito sott’inchiesta per la sua professione di architetto) e una serie di professionisti e aziende che hanno operato tra l’Italia e la Cina.  Proprio il paese dagli abitanti con gli occhi a mandorla è stato uno degli snodi centrali nella storia  imprenditoriale di Occhiuto, che dovrà difendersi dall’accusa di associazione a delinquere transnazionale. Oltre a loro, altre 25 persone dovranno comparire davanti al giudice del tribunale capitolino e rispondere dei reati che gli vengono imputati. A tal proposito, alcuni sono stati derubricati dal gup perché prescritti. La prima udienza, si terrà il prossimo 3 novembre.

L’INCHIESTA Sono due le tracce seguite dagli inquirenti: gli studi sul carbon footprint in Italia e gli interventi di cooperazione italiani all’estero in attuazione del Protocollo di Kyoto. Occhiuto è stato coinvolto nel secondo filone, quello che la Procura chiama “comparto estero” e suddivide a sua volta in tre filoni investigativi, per i progetti in Cina, Montenegro e Brasile/Messico/Egitto. La Cina era uno dei Paesi ammessi al contributo pubblico a fondo perduto e gli appaltatori in loco venivano scelti – secondo quanto emerso dalle carte dell’inchiesta– dalla parte italiana, ossia da Clini e Martinelli «senza il ricorso a procedure di evidenza pubblica». La Procura ritiene che i lavori e i progetti venissero «affidati prevalentemente a società o raggruppamenti societari riconducibili agli indagati o da loro controllate o partecipate». In cambio, gli imprenditori beneficiati «riconoscevano a Clini, Hauser e loro congiunti denaro o altre utilità, attraverso prestazioni professionali (vere o fittizie), assunzioni, incarichi, rimesse in denaro e altre utilità». Dunque, in questo contesto, Corrado Clini avrebbe svolto il ruolo di «promotore e organizzatore» – e tra le altre persone «compartecipi» – dell’associazione «al fine di commettere una serie indeterminata di delitti tra i quali numerosi fatti di corruzione, abuso d’ufficio, turbativa d’asta, peculato». L’accusa si concentra sul periodo in cui Clini era direttore generale del ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare (Mattm) e «utilizzava ingenti risorse economiche apparentemente finalizzate solo all’implementazione di progetti diretti all’efficientamento energetico e alla riduzione dell’impatto ambientale di attività antropiche ma in realtà sin dall’inizio anche destinate, tramite soggetti pubblici e privati a vario titolo dallo stesso Clini e dai suoi sodali individuati e coinvolti nei progetti, a società riconducibili al Clini medesimo e alla sua compagna, Martina Hauser». Secondo la procura di Roma, Occhiuto «ha sviluppato numerosi progetti nella Repubblica popolare cinese finanziati e/o cofinanziati con fondi provenienti dal ministero dell’Ambiente italiano e, nello specifico, dalla direzione generale già retta da Corrado Clini». E per contraccambiare i favori fatti dai due avrebbe nominato Martina Hauser assessore all’Ambiente del Comune di Cosenza corrispondendole per aver svolto questo ruolo la somma di 88.289 euro. Le aziende Moa Architetture srl e Moa srl e Oltrestudio srl, riferibili all’attuale sindaco di Cosenza, sarebbero tra quelle «riconducibili al sodalizio, destinatarie dirette o indirette di erogazioni da parte del Mattm». (mi.pr.)

 





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