Emergenza rifiuti, i sindaci del Crotonese sul piede di guerra

Venti primi cittadini hanno scritto al prefetto per denunciare la mancata raccolta dell’immondizia per le strade: «È urgente un vertice per superare la situazione»

rifiuti rossano

di Gaetano Megna
CROTONE Sindaci della provincia di Crotone sul piede di guerra. Ben 20 su 27 hanno scritto al prefetto di Crotone, Tiziana Tombesi, per chiedere la convocazione urgente della riunione dei sindaci dell’Ato pitagorica sulla problematica rifiuti. La situazione che si è venuta a determinare in tutta la provincia di Crotone è diventata insostenibile e l’emergenza cresce con il passare delle ore. Montagne di rifiuti abbandonati per strada e la soluzione tarda ad arrivare, perché nonostante gli annunci la discarica di Columbra non ha ancora aperto i battenti.
Secondo alcuni sindaci la soluzione non si sta cercando e si punta ad esasperare l’emergenza, che sta determinando disagi e malumori in molte realtà. Colpa anche del caldo che incalza. I raggi del sole fanno aumentare il livello di fermentazione della “monnezza” e i cittadini sono costretti a restare chiusi in casa con balconi e finestre sbarrate.
Non manca nemmeno il percolato che scorre sotto le masse dei rifiuti e attenta alla salute dei cittadini, che protestano e chiamano in causa i sindaci.
Non mancano nemmeno il fuoco ai cassonetti e alle montagne di rifiuti, che viene acceso da mane ignote. Ecco perché oggi pomeriggio (venerdì 10 luglio) ben 20 sindaci hanno preso carta e penna e hanno scritto al prefetto. «Si fa riferimento alla situazione emergenziale venutasi a creare – si legge nella nota dei sindaci – in relazione alla mancata raccolta, per l’impossibilità di conferimento, dei rifiuti solidi urbani presso l’impianto di Crotone, per chiedere alla Signoria vostra di voler convocare, stante l’urgenza del caso, una riunione, anche per questa sera, con i sindaci dei comuni dell’Ato 3- Crotone ed i legali rappresentanti delle società che gestiscono gli impianti e un rappresentante della Regione al fine di individuare una soluzione finalizzata al superamento della criticità sopra evidenziata».
Un documento conciso e chiaro, che è stato firmato dai sindaci Amato, Belcastro, Barbuto, Barberio, Bilotta, Nicolazzi, Falbo, Parisi, Paletta, Macri, Vittimberga, Cozza, Blandino, Giordano, Durante, Scarpelli, Lorecchio , Caligiuri, Frontera e Greco. Se si escludono i Comuni commissariati hanno firmato tutti i primi cittadini. La riunione serve per capire che si vuole fare di concreto per risolvere l’emergenza. Non ci sono note ufficiali, ma pare che la proprietà di Columbra abbia chiesto chiarimenti su come procedere. Le porte della discarica restano chiuse, evidentemente perché i chiarimenti non sono arrivati e a rimetterci in questa situazione sono solo i cittadini. (redazione@corrierecal.it)





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