Migranti ad Amantea. Arriva l’esercito a presidiare la zona – FOTO

I blindati del raggruppamento “Calabria” sono giunti nella cittadina a presidiare la palazzina e l’intera area dove alloggiano i 24 extracomunitari trasferiti da Roccella. Tredici risultano infetti da Covid. Al vaglio delle autorità un eventuale trasferimento dopo le proteste dei giorni scorsi

di Roberto De Santo
AMANTEA È giunto ad Amantea il contingente dell’esercito chiamato a presidiare l’area dove alloggiano i 24 migranti provenienti da Roccella Jonica dove sono sbarcati in seguito al soccorso in mare al largo di Caulonia. I militari hanno dato il cambio alle forze dell’ordine che presidiano ormai incessantemente da sabato sera – giorno in cui sono giunti ad Amantea il gruppo di extracomunitari – la palazzina dove risiedono i 24 cittadini tutti di nazionalità pakistana di cui 13 risultati positivi al Coronavirus. A presidiare l’area antistante la palazzina – che è un Centro di accoglienza straordinaria accreditato dal ministero dell’Interno -due mezzi dell’esercito – del raggruppamento “Calabria” e già impegnati nell’operazione “Strade sicure” – e diversi militari. Sul posto stazionano anche i mezzi della task force dell’Asp di Cosenza che monitora costantemente lo stato di salute dei migranti che, allo stato, risulta in ottime condizioni.
Il personale sanitario dell’Azienda sanitaria provinciale cosentina, infatti, sta effettuando quotidianamente test per controllare la temperatura e valutare l’evolversi del quadro clinico di ogni singolo “ospite” della struttura. Dopo le proteste dei giorni scorsi e soprattutto il blocco della statale 18 avvenuto durante l’intera giornata di domenica scorsa l’attuale situazione di ordine pubblico sembra essere tornata alla normalità. Anche se è apparente. Visto che le tensioni registrate ieri – nel corso dell’animato confronto tra un gruppo di manifestanti e la triade commissariale che regge il comune da quando è stato sciolto per infiltrazione mafiosa – sembrano essere state placate solo per le rassicurazioni ricevute dalla popolazione di un eventuale spostamento dei migranti contagiati. Una tregua dunque “armata” che dovrebbe durare per le prossime 24/48 ore e pronta ad essere rotta qualora quelle rassicurazioni non si dovessero trasformare in realtà. Sono in molti infatti a scambiarsi costantemente informazioni via chat per comprendere l’esatto evolversi della situazione.
Di certo c’è che dopo la mobilitazione e il clamore mediatico scatenato su quanto avvenuto ad Amantea e i timori scatenati non solo per un eventuale diffusione del contagio – totalmente scongiurato dallo spiegamento di forze presente nel luogo dove risiedono i migranti – ma soprattutto per il danno all’immagine di una cittadina come quella di Amantea che vive soprattutto di turismo qualcosa si sta muovendo. Molti imprenditori del settore della ristorazione e della ricezione hanno infatti denunciato decine di disdette da parte di clienti subito dopo la diffusione della notizia dell’arrivo in città di migranti contagiati. Da qui l’attenzione massima da parte della popolazione e conseguentemente da parte delle istituzioni anche ai massimi livelli. Da fonti qualificate si apprende infatti che la prefettura di Catanzaro – che coordina le attività in Calabria – di concerto con quella di Cosenza e lo stesso ministero dell’Interno sono già all’opera per individuare soluzioni alternative al sito di Amantea. Questo per evitare che possano crearsi le condizioni di emergenza all’ordine pubblico come già avvenuto nei giorni scorsi. Per questo non è escluso che nelle prossime ore sul questo fronte potrebbero esserci novità. (r.desanto@corrierecal.it)

 





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