‘Ndrangheta, estorsione ad una cooperativa di Sant’Onofrio: due condanne

Si è concluso così dinanzi al Tribunale di Vibo Valentia il processo nato dall’operazione antimafia “Talitha Kumi”. Gli imputati avrebbero tagliato nel 2011 mille alberi di ulivo della cooperativa dinanzi al rifiuto di uno dei titolari a cedere gratis al clan Bonavota 500 litri di olio all’anno

VIBO VALENTIA Due condanne ed un’assoluzione. Si e’ concluso cosi’ dinanzi al Tribunale di Vibo Valentia il processo nato dall’operazione antimafia “Talitha Kumi”, dal nome di una cooperativa agricola di Sant’Onofrio, nel Vibonese, presa di mira dai clan. Otto anni di carcere per il latitante Domenico Bonavota, 41 anni, ritenuto a capo dell’omonimo clan, 7 anni e 3 mesi Giuseppe Barbieri, 46 anni, di Sant’Onofrio. Assolto Domenico Cugliari, 61 anni, detto “Micu i Mela”, zio di Bonavota. Estorsioni e danneggiamenti aggravati dal metodo mafioso, i reati contestati agli imputati i quali avrebbero tagliato nel 2011 mille alberi di ulivo della cooperativa dinanzi al rifiuto di uno dei titolari a cedere gratis al clan Bonavota 500 litri di olio all’anno. Il titolare della cooperativa sarebbe stato poi costretto a cedere un terreno al clan. Della cooperativa, oltre a Pietro Lopreiato, principale vittima delle pretese dei clan, facevano parte anche due sacerdoti: don Salvatore Santaguida, gia’ parroco di Stefanaconi, e don Domenico Muscari, parroco di Paravati ed all’epoca dei fatti di San Nicola da Crissa, altro centro del Vibonese.

 





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