Donna morta a Belvedere Marittimo si segue la pista dell’omicidio

I carabinieri sotto il coordinamento della procura di Paola stanno acquisendo nuovi elementi per risolvere il caso che tiene in apprensione l’intera cittadina tirrenica. Si tratterebbe di una morte violenta causata da una serie di colpi con arma contundente inferti alla testa. Non si scarta nessuna ipotesi

Carabinieri Crotone dpcm

di Michele Presta
COSENZA «Si indaga sotto ogni aspetto, non tralasciamo nulla». La frase che filtra dagli uffici della procura di Paola è di circostanza. Bocche cucite sul caso che ha gettato nello sconforto l’intera comunità di Belvedere Marittimo, città che si affaccia sul mar Tirreno in Provincia di Cosenza. Ancora sangue, ancora una volta dopo il delitto della brasiliana Rodigues a morire è una donna: Aneliya Dimova, bulgara di 56 anni. Il suo corpo è stato trovato in una casa nel centro storico. La donna, si era stabilità da tempo nel comune dell’altro Tirreno cosentino e il rinvenimento del cadavere è stato possibile solo grazie ad una chiamata ai sanitari del 118. È questo uno degli aspetti che i carabinieri guidati dal capitano Andrea Massari della compagnia di Scalea, sotto la coordinamento del procuratore capo Pierpaolo Bruni stanno cercando di chiarire. Sul punto vige il più stretto riservo ma è uno dei punti che lascia intuire come le indagini stiano seguendo principalmente la pista dell’omicidio.
IL MACABRO RINVENIMENTO Giunti sul posto i sanitari non hanno potuto fare altro che chiamare i carabinieri. I militari hanno perimetrato l’intera area per evitare qualsiasi contaminazione della scena e il magistrato, accompagnato dal pubblico ministero di turno, ha raccolto le prime informazioni utili e fornito agli inquirenti elementi sui quali costruire le indagini. E dunque, la donna è stata trovata nel proprio letto, con il volto coperto da un fazzoletto. La morte sarebbe stata causata da diversi colpi ricevuti alla testa e con ogni probabilità inferti da un corpo contundente. Questo il rinvenimento, gli investigatori passano al setaccio la vita privata della donna, cercano di ricostruire gli ultimi contatti e visionano eventuali registrazioni delle telecamere di sorveglianza presenti in prossimità dell’abitazione. Incessante il lavoro delle forze dell’ordine che provano a risolvere l’enigma nel più breve tempo possibile. (m.presta@corrierecal.it)

 





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