Migranti positivi ad Amantea. Scatta la protesta degli extracomunitari – VIDEO E FOTO

Dopo la mediazione delle forze dell’ordine la protesta è rientrata. In mattinata decine di persone, ospiti del Cas di Amantea, erano scese in strada per opporsi al blocco imposto dalla quarantena. A fronteggiare la situazione le forze dell’ordine. C’è attesa per l’arrivo dei militari per presidiare l’area

di Roberto De Santo
AMANTEA  È rientrata la protesta di una trentina di migranti ad Amantea che non volevano restare bloccati all’interno del Centro di accoglienza straordinaria che li ospita. Dopo la notizia della notifica della quarantena a tutti gli extracomunitari presenti nella struttura – a seguito della positività riscontrata a 26 persone – , infatti, alcuni erano scesi in strada – in via Trieste sede del Cas – inveendo contro le forze dell’ordine in quel momento posizionati a vigilanza della struttura. Grazie proprio alla mediazione delle forze dell’ordine la situazione dopo oltre un’ora è rientrata alla normalità. Anche se la situazione è decisamente fluida per cui la vigilanza sull’area è decisamente alta. Sul posto sono rapidamente arrivati oltre ai carabinieri della locale stazione, rinforzi da Paola, agenti del Commissariato di Paola, gli uomini della Guardia di Finanza di Amantea e della polizia locale. Nelle prossime ore si attendono ancora altri rinforzi per prevenire eventuali nuovi disordini nella zona. Così come l’arrivo dell’esercito previsto dalla vertice di mercoledì sera in Prefettura a Cosenza.


La protesta era scattata giovedì mattina  mentre stavano prendendo possesso della vigilanza del Centro i militari in arrivo da Diamante dove erano impegnati in attività antimovida.
I primi militari, infatti, sono già giunti ad Amantea per fare i rilievi tesi ad individuare i punti strategici dove posizionarsi e controllare al meglio la situazione evitando possibili fughe dei migranti presenti nella struttura di accoglienza di via Trieste. Una eventualità ora concreta vista l’episodio avvenuto giovedì mattina.


LA SITUAZIONE CONTAGI Per controllare la situazione già da mercoledì il Cas è presidiato da una pattuglia dei carabinieri dopo che era giunta la notizia della positività riscontrata su 26 persone presenti nella struttura. Si tratta di 25 extracomunitari che da anni vivono all’interno della “Ninfa Marina” in quanto hanno lo status di rifugiato o sono in attesa di valutazione della loro domanda di asilo in Italia. Ed è risultato positivo anche un mediatore culturale che lavora all’interno del Cas. Dunque al momento i casi accertati dalla Usca di San Lucido che ha effettuato 97 tamponi sono fermi a quota 26 di cui 3 già appurati nei giorni scorsi.


Proprio l’esito di quei primi tamponi positivi – dettato dalla circostanza che un migrante presentava leggeri sintomi influenzali – ha fatto scattare i controlli a tappeto tra tutti gli ospiti della struttura. Si tratta in tutto di un centinaio di extracomunitari che vivono nel Centro di accoglienza straordinaria. In termini precauzionali in una prima fase, fanno sapere dell’ufficio del commissario che regge il Comune da quando è stato commissariato per infiltrazione mafiosa, erano state quarantenate 17 persone: 3 risultate positive al test ed altre 14 perché entrate in stretto contatto con loro. Ora dopo l’esito di questi altri tamponi – che ha restituito appunto altri 23 nuovi contagi – è stata disposta la quarantena precauzionale per tutti gli ospiti.

Una quarantena che verrà fatta rispettare anche grazie al presidio dei militari e del rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine decisa dopo un vertice sera in Prefettura mercoledì sera.


LA PROTESTA DEI CITTADINI Sempre mercoledì era scattata anche una nuova protesta tra cittadini e commercianti di Amantea per il timore di un eventuale diffondersi del contagio tra la popolazione residente. In molti – ripercorrendo quella che era avvenuto già a metà luglio – hanno bloccato il transito dei veicoli lungo la statale tirrenica cosentina chiedendo rassicurazione sull’evolversi della situazione dei migranti positivi in città. Una protesta poi rientrata dopo la decisione appunto della Prefettura di mandare l’esercito a presidiare l’area dove si trovano gli extracomunitari infetti.
Ma i cittadini scesi in piazza hanno chiesto anche l’allontanamento delle persone risultate positive perché non considerano la struttura capace di garantire correttamente la quarantena di tanti infetti. Per questo la cittadinanza ha sollecitato il trasferimento in altra sede di tutti gli extracomunitari così come avvenuto a luglio scorso con i migranti provenienti da Roccella Jonica trasferiti poi una parte – 13 infetti – all’ospedale Celio di Roma e l’altro gruppo composto da 11 persone al Cara di Isola Capo Rizzuto. Una soluzione che aveva fatto all’epoca rientrare la vigorosa protesta dei cittadini amanteani preoccupati anche per le ricadute sul turismo locale.
Da fonti sanitarie intanto, si apprende che saranno ripetuti nei prossimi giorni lo screening su tutti gli ospiti per verificare eventuali nuovo contagi. Ma ora la situazione principale da contenere è legata alla protesta dei migranti. (r.desanto@corrierecal.it)





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