Lamezia, sulla Multiservizi non tornano i conti. E i revisori bocciano (anche) il bilancio consolidato 2019

Per l’ente in-house del Comune lametino è in atto la procedura di concordato e, secondo gli esperti contabili, gli utili d’esercizio «inficiano i risultati di bilancio in modo significativo e sostanziale» mentre non sarebbero state contabilizzate le perdite del 2018

di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME
Una nuova bocciatura per l’amministrazione comunale di Lamezia Terme. Ancora una volta da parte della terna dei revisori dei conti, formata da Ettore Domenico Riitano, Maria Aino e Vergata Francesco, e verbalizzata il 3 settembre.
L’ultima, solo in ordine di tempo, riguarda il bilancio consolidato 2019, ricevuto lo scorso 5 agosto 2020, e che la Giunta aveva approvato – con delibera n. 229 – il 30 luglio e solo dopo l’approvazione avvenuta in Consiglio comunale, il 23 luglio, del rendiconto della gestione per l’esercizio 2019 nonostante già il primo parere negativo.

MULTISERVIZI E IL CONCORDATO Una marcia a tappe forzate ma che pare non convincere proprio i tre revisori, nonostante le critiche arrivate proprio dalla Giunta e dall’amministrazione comunale lametina.
Secondo i revisori a pesare sul parere negativo espresso c’è ancora una volta la gestione degli enti “in-house” dell’Ente e – in questo caso specifico – la Lamezia Multiservizi spa per la quale è già stato attivato lo stato di concordato da diversi mesi. Per gli esperti contabili il bilancio consolidato 2019 presentato non «offre una rappresentazione veritiera e corretta della consistenza patrimoniale e finanziaria del Gruppo Amministrazione Pubblica».

I RICAVI DELLA DISCORDIA In particolare, sottolineano gli esperti contabili, alla voce di bilancio “Altri ricavi e proventi diversi” della società partecipata, accoglie sopravvenienze attive per 21.865.042 euro relativi alla riduzione dei debiti in funzione della procedura di concordato preventivo che riguarda, appunto, la Lamezia Multiservizi.
Ora, sottolineano gli esperti, l’omologazione della procedura di concordato è avvenuta lo scorso 5 marzo e allo stato attuale manca ancora la certezza giuridica. Pertanto, le sopravvenienze rilevate pari a 21.865.042 euro e l’utile d’esercizio dichiarato pari a 21.550.207 euro dalla società partecipata Lamezia Multiservizi Spa «inficia i risultati di bilancio in modo significativo e sostanziale» mentre correttamente gli effetti patrimoniali ed economici della procedura di concordato sarebbero dovuti essere rilevati nell’esercizio 2020.
Secondo la terna, inoltre, nel rendiconto della gestione e nei relativi prospetti di bilancio dell’Ente per l’anno 2019, non sono state contabilizzate le componenti negative derivanti dalla perdita prodotta dalla partecipata Lamezia Multiservizi Spa nell’esercizio 2018

LA STRONCATURA E LE LINEE GUIDA Una stroncatura che non lascia margini di interpretazione e che si inserisce in un contesto molto più ampio e complesso e che mostra quanto, allo stato attuale, al Comune di Lamezia si fatichi a far quadrare i conti, con inevitabili ripercussioni anche sul bilancio di previsione 2020-22.
L’invito dei revisori rivolto all’Ente è quello di rendere efficace ed efficiente l’esercizio del controllo analogo sulle società “in house”, ad integrare la relazione sulla gestione fornendo informazioni sulla situazione complessiva delle società incluse nel consolidamento e infine ad ultimare la conciliazione delle partite sospese relative ai rapporti di crediti e debiti reciproci con le società partecipate e controllate.
Tradotto, è necessario che il Comune lametino fornisca un segnale chiaro ed inequivocabile sulla gestione della Lamezia Multiservizi spa e che risponda, soprattutto, alle richieste della terna dei revisori contabili. (redazione@corrierecal.it)





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