Inchini delle Madonne ai boss, dal Vaticano arriva una task-force

Venerdì 18 settembre sarà presentato il «Dipartimento per l’analisi e il monitoraggio dei fenomeni criminali e mafiosi» presso la Pontificia Accademia Mariana Internazionale. Ne farà parte anche il procuratore aggiunto di Cosenza

CITTA’ DEL VATICANO Il Vaticano vuole mettere fine all’utilizzo delle icone e feste sacre a servizio della criminalità organizzata e per questo, oltre agli impegni profusi negli ultimi anni ha deciso di presentare  il «Dipartimento per l’analisi e il monitoraggio dei fenomeni criminali e mafiosi» presso la Pontificia Accademia Mariana Internazionale. Una iniziativa fortemente voluta da Papa Francesco che domani invierà all’evento un suo messaggio. Come anche un messaggio è atteso, secondo quanto riferito dagli organizzatori, da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Si tratta di una vera e propria task-force tra ecclesiastici, esponenti delle forze dell’ordine, esperti anti-racket e anti-usura, procuratori in prima linea contro Cosa nostra, ‘ndrangheta, camorra e Sacra corona unita. Tra loro, anche il procuratore aggiunto in servizio a Cosenza, Marisa Manzini (qui l’intervista )«La figura di Maria, nonché i luoghi, le ritualità e il simbolismo a lei associate, sono oggetto di “riconfigurazione sistematica” da parte delle mafie e della criminalità organizzata non solo in Italia, ma anche in altri Paesi su scala globale», è stato deciso di coinvolgere personalità competenti per una «operazione culturale» che riporti la religione, e soprattutto il culto mariano, sui giusti binari, anche in quei luoghi, non solo d’Italia ma del mondo, dove la criminalità organizzata ne ha fatto suo patrimonio. «La devozione mariana – ha sottolineato Papa Francesco in un messaggio di qualche settimana fa – è un patrimonio religioso-culturale da salvaguardare nella sua originaria purezza, liberandolo da sovrastrutture, poteri o condizionamenti che non rispondono ai criteri evangelici di giustizia, libertà , onestà e solidarietà». Parole queste che erano state accolte con favore anche dal presidente della Commissione parlamentare Antimafia Antimafia Nicola Morra, che ricorda non solo le manifestazioni più eclatanti di queste distorsioni, come gli “inchini” delle statue di Maria davanti alle case dei boss durante le processioni, ma anche «altri abusi meno evidenti», come il ricorso, nei riti di affiliazione alle organizzazioni mafiose, di immagini sacre, e soprattutto di quelle della Madonna.





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