Amantea, s’impenna la curva di contagi tra i migranti: +13

Si tratta degli extracomunitari ospiti della “Ninfa Marina”. Ora il numero dei contagiati sale a 51. Di cui 48 nel centro di accoglienza straordinaria di Via Firenze

di Roberto De Santo
AMANTEA S’allarga il focolaio della “Ninfa Marina”. L’ultima tornata di tamponi processati nei laboratori dell’Usca di San Lucido – competente per area – ha registrato ben 13 nuovi casi tra quanti vivono da anni nel Centro di accoglienza straordinaria di Via Firenze. Si tratta di nuovi soggetti rispetto alle persone già risultate infette dal Coravirus nelle precedenti campagne per mappare la situazione epidemiologica nella struttura che insiste in pieno centro della cittadina del Tirreno cosentino.
Con questi nuovi casi – frutto dello screening effettuato mercoledì scorso – salgono così a 48 i soggetti che vivono all’interno della “Ninfa Marina” che risultano attualmente infetti. La struttura da giorni è costantemente presidiata dagli uomini dell’esercito oltre che da pattuglie delle forze dell’ordine per evitare eventuali allontanamenti dalla struttura. Un focolaio che si è anche allargato ad altre persone che sono entrate in contatto con i contagiati. Visto che proprio effettuando la campagna di tamponi sono emersi altri contagi in un’altra struttura che accoglie extracomunitari ad Amantea. In particolare nei giorni scorsi si erano registrati due casi nel Cas “Attivamente” di via Po’ nel popoloso quartiere di Santa Maria ad Amantea. Anche per questa struttura è stato attivato un presidio costante di forze dell’ordine per impedire eventuali fughe degli extracomunitari ospiti della struttura. Sia queste persone sia quelle della Ninfa Marina lavoravano saltuariamente in strutture produttive della zona e per questo la campagna di screening partita dai responsabili del Dipartimento igiene del distretto “Tirreno Sud” si è rivolta a mappare puntualmente tutti i contatti avuti con i primi soggetti risultati positivi al Coronavirus.
Grazie a quest’attività inoltre si è potuto riscontrare giovedì scorso anche un altro caso di un cittadino extracomunitario risultato positivo al test del Covid. Si tratta di un bengalese che vive assieme ad alcuni concittadini in un casolare a Campora San Giovanni e che come gli altri ha prestato servizio in attività produttive della zona. Anche su questa vicenda, come per le altre, si stanno cercando di limitare i contagi. E sono state disposte – dalla triade che regge il Comune commissariato per infiltrazione mafiosa – dieci ordinanze di quarantena obbligatoria in attesa di processare i tamponi effettuati tra quanti risiedono in questa abitazione.
Sempre tra quanti hanno lavorato nell’area produttiva amanteana c’è da segnalare due ulteriori tamponi che sabato scorso avevano dato esito positivo tra altri extracomunitari. Si tratta di due cittadini extra Ue che risiedono in altri comuni: esattamente a Gizzeria e a Falerna.
Così, escludendo questi ultimi due casi registrati tra persone che vivono nelle due cittadine del Catanzarese, il totale dei migranti attualmente risultati contagiati dal Coronavirus ad Amantea sono 51. Per tutti come per le persone che sono entrate in contatto stretto con loro è scattata l’ordinanza di isolamento domiciliare.
Intanto sempre al fine di verificare l’ampiezza del “focolaio migranti” di Amantea sono stati disposti altri screening anche tra i titolari degli esercizi dove prestano lavoro gli extracomunitari già risultati positivi ai test.
E si resta ancora in attesa degli esiti dei tamponi – complessivamente 123 – effettuati mercoledì scorso ma non tutti ancora processati.
Una situazione dunque in evoluzione ma costantemente attenzionata dalle massime autorità sanitarie e amministrative della zona che si stanno coordinando per cercare di contenere i contagi. A tal fine si sono intensificati i controlli in tutte le strutture e abitazioni dove sono state disposte le quarantena obbligatorie. (r.desanto@corriercal.it)





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