Rinascita, venerdì le discussioni dei pm antimafia sui rinvii a giudizio

A Roma giornata dedicata alle eccezioni delle difese per il maxi processo contro la ‘ndrangheta del Vibonese. Attesa per l’esame dell’avvocato Stilo

ROMA Una giornata dedicata alle eccezioni poste dagli avvocati quella odierna del processo, in fase preliminare, “Rinascita-Scott” – istruito dalla Dda di Catanzaro contro le cosche vibonesi e i loro sodali – che si sta tenendo nell’aula bunker di Rebibbia a Roma.
Intanto è stato stabilito che venerdì i sostituti procuratori della Dda, Antonio De Bernardo, Annamaria Frustaci e Andrea Mancuso discuteranno circa le richieste di rinvio a giudizio.
Anche sabato è prevista una giornata intensa: il gup ha fissato per quella data l’esame, come richiesto dall’imputato, che renderà l’avvocato Francesco Stilo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa con le cosche Mancuso, Lo Bianco – Barba, Pardea-Ranisi, Fiarè – Razionale – Gasparro ed Accorinti.
LE ECCEZIONI Nel corso dell’udienza il gup Claudio Paris ha letto l’ordinanza redatta rispetto alle proprie decisioni sulle questioni preliminari. Il giudice ha rigettato la questione sollevata per Giuseppe Mangone di omessa notifica della chiusura indagini che invece risulta effettuata. Rigettata l’eccezione di omessa notifica sollevata dai difensori dell’avvocato Stilo. Il gup ha sottolineato come si siano avvicendate una serie di nomine e revoche rispetto ai difensori di fiducia. Un “valzer” di nomine e revoche tra gli avvocati Paola Stilo, Pietro Chiodo, Cinzia Valnegri, Antonio Larussa, e, ultimo ad essere nominato, Diego Brancia. Il gup ha rilevato come la Procura abbia notificato a tutti i difensori che peraltro hanno partecipato all’udienza preliminare sin dall’inizio, quindi nessun pregiudizio è configurabile per il diritto di difesa.
Rigettata l’eccezione relativa all’omesso interrogatorio per Mario De Vito a seguito della notifica della chiusura indagini per mancato rispetto del termine di 3 giorni dall’avviso, visto che tale previsione non si applica nel caso di specie trattandosi di richiesta avanzata dall’imputato nel suo interesse, né può ritenersi legittimo l’impedimento dedotto dall’imputato a partecipare all’interrogatorio.
Rigettata la questione relativa alla duplicazione di contestazioni in capo a Pietro Giamborino perché si tratta con ogni evidenza di mero errore materiale.
Accolta per Francesco Varone l’eccezione di omesso notifica dell’avviso di conclusione indagini nei confronti del difensore di fiducia, erroneamente effettuata ad un suo omonimo, disponendo quindi lo stralcio di tale posizione e la restituzione degli atti alla Procura.
Infine l’avvocato Aldo Ferraro, difensore del maresciallo della Guardia di finanza Michele Marinaro – accusato di concorso esterno e rivelazione di segreti d’ufficio – si è opposto alla costituzione di parte civile, nei confronti del proprio assistito, dei Comuni di Filandari, Nicotera e Zungri poiché Marinaro è accusato di concorso esterno e non di associazione mafiosa, quindi non intraneo al sodalizio mafioso. Si è inoltre opposto alla costituzione della Regione Calabria per inamissibilità dell’atto, carente della individuazione delle ragioni che giustificano tale richiesta oltre alla mancanza in udienza del procuratore speciale nominato dalla Regione. Opposizione, infine, nei confronti di due imputati che, vittime di usura, si sono costituiti nei confronti di tutti gli imputati, anche coloro che non rientrano nel reato di cui sono vittime.
L’udienza preliminare proseguirà domani e poi venerdì, quando entrerà nel vivo delle richieste dei pm. (ale. tru.)





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