Estorsioni alle imprese del Reventino, Regione e Provincia parti civili

Sei imputati scelgono il rito abbreviato, sette l’ordinario. Tra le parti offese anche i Comuni di Decollatura, Lamezia Terme, Soveria Mannelli e l’Associazione antiracket lametina

di Alessia Truzzolillo
CATANZARO
Il processo “Reventinum”, sull’egemonia delle ‘ndrine tra i paesi del monte Reventino dal quale le indagini della Dda di Catanzaro hanno preso avvio, si divide in diversi tronconi. C’è il procedimento che contempla l’associazione mafiosa e il delitto dell’avvocato Francesco Pagliuso per il quale sono imputati in abbreviato Pino Scalise, Luciano Scalise e Angelo Rotella mentre Marco Gallo è stato rinviato a giudizio e segue il processo in ordinario. C’è il fascicolo sulle estorsioni che comprende le accuse di associazione mafiosa, estorsione e rapina, che si trova in fase preliminare e vede imputati Domenico Mezzatesta, Eugenio Tomaino, Cleo Bonacci, Andrea Scalzo, Vincenzo Mario Domanico, Salvatore Domenico Mingroia, Giovanni Mezzatesta classe ’74, Pino Scalise, Luciano Scalise, Andrea Scalzo, Antonio Scalise, Carmela Grande, Bruno Cappellano, Antonio Pulitano. In questo procedimento si sono costituite parte civile i Comuni di Decollatura, Lamezia Terme, Soveria Mannelli, la Regione Calabria, la provincia di Catanzaro e l’Associazione antiracket lametina. Inoltre hanno chiesto di procedere con il rito abbreviato Tomaino, Domenico e Giovanni Mezzatesta, Andrea Scalzo, Vincenzo Domanico, Cleo Bonacci e Antonio Pulitano.
Hanno scelto l’ordinario Pino e Luciano Scalise, Angelo Rotella, Salvatore Domenico Migroia, Antonio Scalise, Carmela Grande, Bruno Cappellano. Per loro il pm Buzzelli ha chiesto il rinvio a giudizio mentre le difese hanno chiesto il non luogo a procedere.
Il prossimo 6 ottobre si deciderà sulle scelte del rito per quanto riguarda il fascicolo estorsioni: chi verrà ammesso all’abbreviato proseguirà il processo il 20 ottobre, data in cui è prevista la requisitoria del pm Andrea Giuseppe Buzzelli sia riguardo ai mandanti dell’omicidio Pagliuso che alle estorsioni (i due procedimenti verranno riuniti). Chi verrà rinviato a giudizio farà il processo davanti al Tribunale collegiale di Lamezia Terme il 20 novembre prossimo dove è già imputato per associazione mafiosa Marco Gallo (a sua volta imputato con l’accusa di essere il killer di Francesco Pagliuso davanti alla Corte d’Assise di Catanzaro).
DIFESA INOPPORTUNA Nel corso dell’ultima udienza il pm ha sollevato questioni di incompatibilità riguardo alla difesa di Pino Scalise da parte dell’avvocato Antonio Larussa che è, a sua volta, imputato, con un separato procedimento, con l’accusa di violenza privata e procurata inosservanza di pena, in concorso con Pino Scalise. Il gup Pietro Carè, sollecitato sulla questione già in precedenza dalle parti civili, ha ritenuto la difesa di Pino Scalise da parte di Larussa non incompatibile quanto inopportuna. L’avvocato Larussa ha rinunciato alla difesa e Pino Scalise, in videoconferenza dal carcere di Nuoro, ha nominato avvocato Valerio Accoretti del foro di Roma.
Il prossimo 6 ottobre il gup deciderà sulla scelta dei riti.
Nel collegio difensivo gli avvocati Valerio Accoretti, Chiara Penna, Antonio Larussa, Pietro Chiodo, Antonello Mancuso. (a.truzzolillo@corrierecal.it)





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