Università di Catanzaro, il personale proclama lo stato di agitazione

Con una lettera inviata al prefetto e al rettore, i dipendenti dell’Rsu, supportati dai sindacati, chiedono che venga messo mano ai contratti di lavoro da parte dell’amministrazione

CATANZARO Con una lettera inviata al prefetto di Catanzaro e al rettore De Sarro, i dipendenti dell’Rsu dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, proclamano lo stato di agitazione del personale e richiesta del tavolo di conciliazione.
Come si legge nella missiva, viene anzitutto «stigamatizzato l’atteggiamento di totale e incondizionata chiusura e silenzio dimostrato dall’Amministrazione in ordine alle svariate richieste di incontro e problematiche manifestate nel tempo inerenti il personale tecnico amministrativo». La goccia che fa traboccare il vaso, nella ricostruzione degli scriventi, è quanto avvenuto lo scorso 29 settembre, quando «l’Amministrazione Universitaria cittadina ha deciso che questo personale, prima per decenni precario e poi sottoinquadrato in categoria B, debba continuare ad essere sovrautilizzato e, contestualmente sottopagato».
Scrivono i sindacati: «L’Amministrazione e tutti i vertici politici ben sanno che la quasi totalità del personale inquadrato in Categoria B in Ateneo svolge funzioni di categoria superiore addirittura alla Cat. C e che lo stesso Ateneo di Catanzaro ha, in proporzione, il più alto numero di personale inquadrato in Categoria B di tutti gli atenei italiani».
Nella lettera vengono dettagliatamente espresse le ragioni che portano alla decisione di proclamare lo stato di agitazione del personale che come forma di lotta si estrinsecherà nella seguente misura: «A partire dalla data odierna il personale inquadrato in categoria B svolgerà le solo ed esclusivamente le funzioni previste nel relativo CCNL di comparto e non si tratterrà oltre l’orario rigido di lavoro; impossibilità a garantire il rispetto di date nelle procedure (Lauree, graduatorie, aggiornamento ed assistenza sistemi, ecc); contestuale avvio delle procedure di conciliazione obbligatoria presso le autorità competenti previste dalla legge».





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