Focolaio migranti ad Amantea, dieci trasferiti dalla “Ninfa Marina”

Operazione già conclusa alle prime ore del giorno e coordinata dalla Prefettura di Cosenza. Sono stati trasportati con i mezzi della Croce Rossa su una nave quarantena a Palermo. Si resta in attesa di individuare invece una sede per il 34 extracomunitari che alloggiano in case tra Amantea e Campora San Giovanni e risultati positivi al Covid

di Roberto De Santo
AMANTEA Dieci extracomunitari ospiti della “Ninfa Marina” e risultati positivi al Covid sono stati trasferiti fuori da Amantea. L’operazione si è svolta alle prime ore del giorno ed è stata coordinata dalla Prefetture di Cosenza che ha intercettato la richiesta dei Commissari prefettizi che premevano per l’alleggerimento della situazione che si era venuta a creare all’interno del Centro di accoglienza straordinaria di via Firenze. Una struttura in cui alloggiano da anni un centinaio di extracomunitari di cui allo stato risultavano positivi 55. Ora dopo questo trasferimento il numero dovrebbe essere sceso di dieci unità, un meccanismo che consente così di gestire al meglio la quarantena dei migranti ancora ospiti della struttura.
I dieci extracomunitari sono stati trasferiti con i mezzi della Croce Rossa Italiana di Cosenza fuori dalla Regione in direzione Palermo per poi andare a trascorrere la quarantena su una nave ancorata nel porto del capoluogo siciliano individuata dalla Protezione civile e che sta svolgendo questo servizio per il Sud Italia.
Mentre per i 34 extracomunitari che vivono nelle abitazioni private tra Amantea e Campora San Giovanni la Regione sta lavorando per individuare un sito idoneo dove poter far trascorrere la quarantena. Si tratta di persone per lo più di nazionalità bengalese che da tempo lavorano in attività produttive della zona e che alloggiano in case prive delle condizioni igienico-sanitarie necessarie ad evitare il diffondersi dei contagio con gli altri coinquilini. Una situazione delicatissima costantemente monitorata dal personale del distretto sanitario “Tirreno Sud” che sta compiendo continui screening per comprendere l’entità del contagio. Il tentativo è quello di contenere questo focolaio partito principalmente da un’azienda agricola della zona dove lavoravano gli extracomunitari. Da qui la richiesta impellente sollecitata a più ripresa dalla commissione prefettizia che gestisce il Comune – dopo il commissariamento per infiltrazione mafiosa – per individuare un’altra struttura in cui trasferire in sicurezza i soggetti risultati contagiati.
Naufragata l’ipotesi di portare questi extracomunitari nell’ex albergo di Gasperina – operazione già programmata nei minimi dettagli per ieri (mercoledì 30 settembre) – a seguito della ferma opposizione del sindaco e dei cittadini del piccolo centro catanzarese, ora al vaglio delle autorità regionali c’è un’altra struttura risultata vincitrice del bando attivato dalla Protezione Civile calabrese proprio per ospitare migranti positivi.
La macchina amministrativa e sanitaria locale è all’opera per consentire che questo trasferimento di cittadini extracomunitari avvenga entro la settimana. Un’attesa che tiene con il fiato sospeso l’intera popolazione amanteana.
E si è in attesa anche dell’esito della batteria di tamponi effettuata nei giorni scorsi dall’Usca di San Lucido. Ieri erano emersi da quello screening altri quattro positivi – tre residenti ad Amantea e uno a Cleto – tutti riferibili al focolaio dell’azienda agricola di Campora San Giovanni. (r.desanto@corrierecal.it)





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