Confiscati beni per 350mila euro ad un esponente della cosca Alvaro

Beni immobili, terreni e contributi comunitari per l’agricoltura sono ad oggetto della misura di prevenzione patrimoniale richiesta dalla Dda di Reggio Calabria nei confronti di Carmelo Catalano detto “U cortu”, uomo di fiducia del clan di Sinopoli

REGGIO CALABRIA Nei giorni scorsi i Carabinieri della Compagnia di Palmi hanno dato esecuzione alla misura di prevenzione patrimoniale emessa dal Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di Carmelo Catalano classe 68 di Cosoleto, detto “U cortu”, già condannato in via definita lo scorso febbraio per associazione mafiosa in relazione a reati commessi tra il 2008 e il 2011 nella Provincia di Reggio Calabria emersi nell’ambito dell’operazione “Rifiuti spa 2”, condotta dal Ros dei Carabinieri su coordinamento della Dda reggina in merito all’infiltrazione illecita di elementi appartenenti a cosche di ‘ndrangheta del mandamento tirrenico nel tessuto economico ed imprenditoriale della provincia reggina.
Sulla base delle evidenze investigative emerse nella citata inchiesta, in cui Catalano figura come uomo di fiducia degli Alvaro per la gestione degli interessi economici della cosca, i Carabinieri della Compagnia di Palmi hanno ricostruito il patrimonio illecitamente accumulato dallo stesso, costituito da una ditta individuale, quote di società agricole, 2 abitazioni site a Cosoleto, 12 terreni siti a Cosoleto, Gioia Tauro e Rizziconi e contributi comunitari per l’agricoltura, per un valore complessivo stimato in 350mila euro che, al termine dell’iter giudiziario, è stato sottoposto a confisca a seguito di decreto emesso dal Tribunale di Reggio Calabria.





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