L’ultimo omaggio a Jole Santelli. «Politico e donna unica nel suo genere»

Alla camera ardente della governatrice è unanime il coro di commiato. Tallini: «Avevi il senso della squadra, ma sapevi che le decisioni più importanti vanno sapute prendere da soli». Spirlì: «Jole ha sempre raccontato la Calabria bella». Abramo: «La ricorderò come una guerriera». Il dolore della Ferro, l’omaggio di Irto

CATANZARO La Cittadella regionale osserva dall’alto, in silenzio, il mare di gente arrivata ad omaggiare chi, fino a ieri, teneva salde in mano le chiavi di casa. E in silenzio ascolta le voci di chi, a nome di tanti, ha voluto rivolgere un ultimo saluto a Jole Santelli. Tra questi il presidente del Consiglio regionale Tallini e il Vice-governatore Spirlì, ai quali spetta in qualche modo il compito di guidare questa transizione, quella di oggi e quella (politica) dei giorni che verranno. Ma a ben vedere sono tante, dal palco o dalla platea, le voci che senza colori di sorta, almeno per oggi, hanno voluto ricordare una «politica unica nel suo genere».

«AVEVI IL SENSO DELLA SQUADRA» A prendere la parola è Domenico Tallini, che ricorda i lavori a stretto contatto tra gli organi legislativo ed esecutivo della Regione in questi mesi: «Volevi tutti i consiglieri regionali accanto a te – anche quelli di opposizione – perché avevi il senso della squadra, anche se sapevi che le decisioni più importanti vanno assunte in solitudine, quella che accompagna tutti coloro che hanno grandi responsabilità. Nel darti l’ultimo saluto – dice Tallini visibilmente commosso – in nome del Consiglio regionale voglio dirti che questi otto mesi valgono quanto un-intera legislatura nella quale hai saputo dimostrare che la Calabria può cambiare; che non è la terra delle cronache nere, ma la perla del Mediterraneo fatta di donne e uomini che non si arrendono».

«LA RICORDERO’ COME UNA GUERRIERA» Profondo anche il ricordo del sindaco del capoluogo, Sergio Abramo: «Voglio ringraziarla per averci insegnato cos’è il coraggio e per averci regalato un sorriso, anche quando magari non aveva nessun motivo per sorridere. Per averci fatto capire che non bisogna mai arrendere, nemmeno davanti alle difficoltà più ardue. La ricorderò come una guerriera».

«LA SALUTIAMO COL SORRISO» Dopo il commosso omaggio di Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, è stata la volta di Nino Spirlì. «Jole ha preso il libro dei linguaggi politici ed ha strappato le pagine più brutte, entrando nel palazzo e sfondando le porte consentendo a tutti i calabresi di entrare». Il Vice ricorda l’azione politica della governatrice e il saper essere un politico unico nel suo genere. «Jole rimane in questo palazzo perché il linguaggio che lei ha portato in Cittadella resta e non darà spazio ad altri linguaggi. Mai più».
«Jole – aggiunge – ha sempre raccontato la Calabria bella: dei calabresi, non delle cronache sui calabresi. Ha amato questo terra tanto che da questa terra non se ne andrà mai. Ha dato spazio a questa giunta all’omosessualità maschile e femminile senza ostentarla. Non c’è mai stato un politico come lei».
LA FERRO: «ADDIO A UN’AMICA GRANDE SIGNORA» «La Calabria perde una figura politica importante e, semmai potesse essere distante la parte della politica con quella del privato e così non è mai, la perde l’Italia intera», così Wanda ferro, parlamentare e coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia, ha ricordato Jole Santelli, alla quale era legatissima. «Il minuto di silenzio a Montecitorio, cinque minuti di applauso e la sospensione dei lavori dell’aula dimostrano – ha aggiunto la Ferro – che è stata una parlamentare a tutto tondo, apprezzata da tutte le parti politiche. La Calabria perde una donna che giocava una scommessa importantissima, che pensava che il male si potesse vincere con l’amore per questa sua terra, che voleva far vedere la Calabria positiva. Quando si insediò in Cittadella non c’erano fiori sulla sua scrivania ma gli agrumi di Calabria. Perdiamo tutti una figura importante, e io perdo un’amica, con la quale ho condiviso un percorso lungo 26 anni, una persona con la quale facevamo tanti lunghi fine settimana, tante confidenze da donna a donna. Era una di quelle donne che rispettano le altre donne anche con visioni politiche differenti, ma che si confrontano alla pari. Perdo l’amica che non badava alle apparenze, ai pettegolezzi, perdo un’amica grande signora. E questa Calabria smarrita dovrà continuare quello che lei aveva tentato di iniziare, una rivoluzione».
L’OMAGGIO DI IRTO: «UN ESEMPIO DA RACCONTARE AI CALABRESI» «Non solo commemoriamo la più alta carica della ma soprattutto ricordiamo il coraggio, la determinazione e la grandissima dignità con cui una donna calabrese ha combattuto per la vita e contro la malattia», ha detto a sua volta Nicola Irto, consigliere regionale ed esponente di spicco del Pd. Quello della Santelli – ha aggiunto Irto – «è un esempio straordinario per quanti soffrono. e sono tanti in questa regione, tra malattie e difficoltà. Il ricordo con cui ha vissuto il percorso di lotta alla malattia a testa alta è uno straordinario esempio che dobbiamo raccontare ai calabresi, a prescindere dai colori politici. Ci sono dei momenti nella storia della nostra regione in cui c’è bisogno di unirsi, anche guardando al futuro in modo diverso, oggi è uno di quei momenti». (f.d.)





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