Intitolata una piazza a Dodò Gabriele in provincia di Pisa – FOTO E VIDEO

Avrebbe compiuto 22 anni una delle più giovani vittime innocenti della ‘ndrangheta. Il Comune di Peccioli, per ricordarlo, insieme ai suoi genitori il giorno del suo compleanno ha voluto “regalargli” una piazza. «Chi leggerà questo nome conoscerà la sua storia e potrà riflettere»

di Francesco Donnici
PECCIOLI
Speranza, resistenza, memoria. Esistono ponti in grado di collegare l’Italia da un’estremità all’altra.
Questi sono stati i principi che hanno ispirato il percorso che ha portato il piccolo comune di Peccioli, sugli altopiani della provincia di Pisa, a celebrare l’inaugurazione di una piazza intitolata a Domenico Gabriele, una delle più giovani vittime innocenti della ‘ndrangheta.
Una cerimonia fortemente voluta e celebrata questo 17 ottobre. Non un giorno qualunque.
Ventidue anni fa come oggi Dodò Gabriele nasceva a Crotone, capoluogo di una delle province più difficili della Calabria. Da allora i suoi genitori, Giovanni e Francesca, aiutati e supportati da una comunità anno dopo anno sempre più grande, hanno sempre voluto ricordare Dodò nella loro città, ma quest’anno è diverso.
Da oggi, a Peccioli, esiste una piazza che collega il centro storico al resto della città e porta il nome del loro figlio. «Dodò è vivo – ha detto il padre, Giovanni Gabriele – perché rivive in quello che ci state dando. Pensare che le persone da oggi si fermeranno e leggeranno la targa col suo nome mi riempie di speranza perché molti potranno interrogarsi su questa storia, conoscerla e riflettere. Continuo a pensare che se tutti facciamo la nostra parte, davvero potremo sconfiggere la criminalità organizzata e la mentalità che la alimenta».
Come ha ricordato anche il sindaco, Renzo Macelloni, quello intitolato a Dodò è «un luogo di aggregazione per i più giovani, ma anche un luogo di aggregazione delle zone della città, che unisce il centro storico al resto del territorio. Un simbolo di resistenza».

“BUON COMPLEANNO DODÒ” «Nonostante le restrizioni che questo periodo ci impone, era importante che oggi ci ritrovassimo tutti qui. – continua il sindaco – Oggi è il giorno di Dodò Gabriele e volevamo tenere vivo questo appuntamento. Il Covid è una tragedia che possiamo combattere davvero solo con un approccio positivo».
Colpito da un proiettile vagante mentre giocava in uno dei campi di calcetto del complesso “Margherita” di Crotone, il calvario di Dodò avrà fine circa tre mesi dopo quel tragico giorno, il 20 settembre 2009. Il destinatario del colpo era un altro ragazzo che si trovava in quel momento in quegli stessi campetti. Ad esploderlo, uno dei del clan Tornicchio, per un regolamento di conti necessario, nel perverso pensiero che alimenta questi fenomeni, a rimarcare il controllo di quel territorio. (qui la storia)
Da allora la vita dei genitori è cambiata, trovandosi davanti alla difficile scelta tra chiudersi nel dolore o andare avanti. Molte persone sono state al loro fianco e da allora hanno cominciato un lungo viaggio in tutta Italia per tenere viva la memoria e la storia di Dodò.
Lo hanno fatto attraverso la celebrazione di quest’evento, e negli altri giorni dell’anno con un instancabile percorso all’interno delle scuole per raccontare la loro storia e invitare i ragazzi a riflettere «e scegliere da che parte stare», come ricordano sempre. Insieme a loro il testimone di giustizia, Rocco Mangiardi anche lui divenuto presenza nota sul territorio e nelle scuole toscane.
«Se oggi siamo qui e non a Crotone – dice Francesca Gabriele – lo dobbiamo alle tante persone che ci hanno chiamato e ci hanno accompagnato in questi percorsi facendoci col tempo sentire a casa». Su tutte, il responsabile “Scuola e formazione” dell’associazione Libera nella provincia di Pisa, Giovanni Callori e Rita Landi, referente del presidio Libera di Cascina. «L’obiettivo raggiunto oggi – ha detto Callori – è il concorso di un insieme di forze. Questo risultato deve farci riflettere su un messaggio: da soli non si va da nessuna parte; i traguardi si raggiungono insieme».
Presente all’incontro anche il dirigente della scuola media che ha fatto domanda per l’intitolazione della piazza, Gianluca La Forgia: «Tutto questo non sarebbe stato possibile senza i nostri ragazzi. Per questo volevamo che oggi fossero presenti. Oggi si compie un importante passo in avanti nei percorsi di educazione alla responsabilità che si fanno nelle scuole».
Collegate in diretta streaming anche alcune scuole di Crotone, tra cui quella frequentata dallo stesso Dodò, che in conclusione hanno potuto assistere anche ad un flash mob organizzato dai ragazzi della scuola secondaria di primo grado di Peccioli, che hanno visto oggi coronarsi un lungo percorso di formazione e sensibilizzazione sui temi della criminalità organizzata. Da oggi quello spazio è anche e soprattutto loro, nel nome di Dodò. (redazione@corrierecal.it)





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