Lo schiaffo dei sindaci alla task force dell’Asp di Cosenza: «Ci hanno lasciato soli»

Al primo cittadino di Casali del Manco, segue a ruota quello del comune di Carolei. «Mi comunicano i contagiati a distanza di due giorni, chiedo che vengano fatti i tamponi a casa, non mi ascoltano e invitano i miei cittadini a recarsi a Serra Spiga. E’ una vergogna»

COSENZA Due colpi, in poche ore, assestati con decisione al metodo di lavoro della task force dell’Asp di Cosenza. Ad alzare la voce sono due sindaci, quello di Casali del Manco (zona rossa) e di Carolei. Nuccio Martire ai microfoni del Tgr Calabria lamenta un totale abbandono, persone in attesa di essere controllate, una vicinanza dichiarata solo su carta e mai attuata in buona sostanza. Un j’accuse che potrebbe rischiare di finire in carta bollata con il sindaco casalino pronto ad adire l’autorità giudiziaria. Il personale medico alle dipendenze dei dottori  Mario Marino e Sisto Milito per gli amministratori della fascia silana sarebbero i responsabili di un «totale abbandono – ha dichiarato Martire al tgr Calabria-. Siamo stati lasciati da soli e questo qualcuno me lo dovrà spiegare. Mi sono ritrovato con una zona rossa dalla sera alla mattina. Ho chiesto di avere postazione medica per poter fare in loco i tamponi e non ho ricevuto risposta. E’ una vergogna». Situazione dei contagi decisamente più calmierata nel piccolo comune di Carolei, amministrato da Francesco Iannucci. Ma in questo caso ad essere poco pacate sono le reazioni del sindaco che accusa la task force di notificare prima che a lui al bollettino diramato a tarda serata la presenza di nuovi positivi nel comprensorio comunale. Cosa che genera agitazione nei cittadini e che il primo cittadino non sa come giustificare. «E’ particolarmente grave l’atteggiamento dell’Asp di Cosenza che comunica al sindaco, la presenza di casi positivi al covid-19 dopo due giorni dall’esito dei tamponi e solo dopo averlo comunicato sul sito dell’Asp – scrive Innucci in una nota -. Questo atteggiamento non solo ha creato panico tra i cittadini ma non ha consentito al sottoscritto di porre in essere, quale prima autorità sanitaria, tutti gli atti necessari previsti dal protocollo e di garantire non solo i soggetti positivi al covid-19, ma anche tutti gli atri cittadini». Il sindaco si sofferma anche su altri aspetti. Telefoni che squillano a vuoto per comunicazioni che sono evitabili di persona, ma anche inefficienza dell’intero sistema nel porre in essere una serie di attività di screening direttamente a domicilio. «Dopo aver chiesto l’intervento urgente dell’Usca per effettuare i tamponi presso il domicilio dei potenziali soggetti positivi al covid-19, le persone interessate e con sintomi, sono stati invitati ad andare con un proprio mezzo presso l’Asp di Serra Spiga per essere sottoposti a tampone. E’ assurdo. Invito l’Ufficio di Presidenza della conferenza dei sindaci dei comuni compresi nell’ambito territoriale dell’azienda sanitaria di Cosenza ed al suo Presidente Flavio Stasi a non chiedere più alcun incontro con commissari o ministri, visti i risultati dei precedenti incontri e soprattutto le risposte: il nulla. I sindaci, rappresentano le istituzioni sui territori, ma di fatto sono abbandonati dalle stesse istituzioni – prosegue il sindaco -. Siamo in piena emergenza sanitaria, in piena pandemia, sono già quasi terminati i posti in reparto a Cosenza e nessuno da marzo ha alzato un dito, vergogna infinita ai commissari, direttori sanitari, comitati, task force e tutti quelli che continuano a speculare sulla sanità calabrese nonostante la pandemia e la disperazione della gente».

 





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