Covid, Gerardo Sacco è stato dimesso. A Crotone la diocesi sospende tutte le celebrazioni

Il maestro orafo crotonese proseguirà la convalescenza a casa. Ma sale l’apprensione nella provincia pitagorica per l’aumento dei contagi. Annullate le iniziative a Santa Severina e nella cattedrale di Crotone

CROTONE Il maestro orafo calabrese, Gerardo Sacco, è stato dimesso dall’ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro, dove era ricoverato da qualche giorno dopo l’esito positivo al Covid-19 del tampone. È proprio lui ad annunciarlo sul proprio profilo Facebook: «Oggi finalmente ritorno a casa, dove proseguirò la mia convalescenza. Vi ringrazio ancora per l’affetto che mi state dimostrando in questo periodo difficile, allietando la solitudine forzata dell’isolamento, e mi scuso se non rispondo a tutti i messaggi privati che ogni giorno ricevo assieme a molteplici telefonate, ma credetemi non ce la farei proprio a rispondere a tutti. Credo possiate ben comprendere che è un momento in cui preferisco riposare per tornare più forte di prima».
E se per l’orafo crotonese arrivano buone notizie, altrettanto non si può dire per la città pitagorica e la provincia. Il recente incremento della diffusione dei contagi da Covid-19 ha costretto così la diocesi a rinviare a data da destinarsi di tutti gli eventi in programma nei prossimi giorni, così come le tradizionali celebrazioni nei cimiteri in occasione della commemorazione dei defunti il 2 novembre. È quanto rende noto l’ufficio stampa dell’arcidiocesi di Crotone Sanata Severina spiegando che «il mese di ottobre, ogni anno, è dedicato al rilancio delle attività pastorali di tutte le realtà ecclesiali della nostra diocesi. La nostra comunità diocesana si sarebbe dovuta ritrovare nei prossimi giorni attorno all’arcivescovo monsignor Angelo Panzetta per accogliere le linee programmatiche per il nuovo anno». In particolare erano previste due celebrazioni eucaristiche: il 29 ottobre a Santa Severina, in occasione della festa di Santa Anastasia, compatrona della diocesi, e il 30 ottobre nella cattedrale di Crotone.
«La scelta di incontrarsi in due momenti distinti, il primo dedicato maggiormente ai presbiteri, diaconi e religiosi e il secondo ai rappresentanti del laicato – spiega la nota – era peraltro dettata proprio dal desiderio di evitare un eccessivo concorso di partecipanti». E tuttavia la diffusione della pandemia ha infine costretto al rinvio dei previsti appuntamenti nonostante i due recenti decreti del Presidente del Consiglio abbiano lasciato invariate le norme che regolano la vita liturgica delle Chiese. Ciononostante, sottolinea la nota dell’arcidiocesi, «ogni realtà ecclesiale ha il dovere di contribuire con grande senso di responsabilità, per il bene comune, agli sforzi che si stanno mettendo in atto per limitare la diffusione dei contagi. La sofferenza di chi si trova in difficoltà, di chi guarda con preoccupazione al futuro proprio e dei propri cari, non deve trovarci distanti e disattenti neanche da questo punto di vista». «Resta pertanto necessario – è l’appello – attenersi scrupolosamente alle norme previste per la partecipazione alla celebrazioni liturgiche: igienizzare le mani quando si entra in chiesa, indossare sempre la mascherina, curare l’igiene dei luoghi di culto dopo ogni celebrazione, rispettare il distanziamento fisico, non superare il numero massimo di persone che possono entrare nel luogo di culto, non entrare in chiesa se si hanno sintomi influenzali, la temperatura corporea superiore a 37.5 C o si è avuto contatto con persone risultate positive alla covid-19 o che si trovano in quarantena».





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