Il “cantiere” Zes di Gioia prosegue la marcia

Alcune aziende hanno già investito nell’area del retroporto. C’è la Med Frigus del gruppo Callipo così come la Global Repair e la Digiemme service di De Masi. Con la nomina del commissario Rosanna Nisticò ora anche la governance è più chiara. Resta da completare alcune infrastrutture fondamentali come gateway e gli altri passaggi per rendere pienamente operativo lo strumento

GIOIA TAURO Nonostante non siano completamente operative le Zes (Zone economiche speciali) danno segnali di vitalità. Anche a Gioia Tauro. Il primo insediamento produttivi che ha scommesso su quest’area è entrato in attività. Si tratta della società Med Frigus del gruppo Callipo. Con un investimento da 4 milioni di euro Filippo Callipo ha infatti realizzato nel retroporto di Gioia un magazzino del freddo che servirà la filiera produttiva del tonno sott’olio. Ma non solo. «Una struttura a servizio non solo delle società del gruppo – precisa al Sole 24 Ore lo stesso Callipo -. Nel porto mancava un magazzino a bassa temperatura». Da qui la decisione di “scommettere” su Gioia da parte dell’imprenditore noto appunto nel mondo per la produzione del tonno. Lo stesso Callipo ha anche annunciato nuovi investimenti sempre in quest’area dove intende realizzare nuovi impianti produttivi e assunzioni fino a cento persone. In questo caso però l’imprenditore come ha lasciato intendere attenderà la piena operatività della Zes. Così come Michele De Masi ha puntato sui vantaggi competitivi offerti da questa zona con due società la Global Repair e la Digiemme service. «Abbiamo acquistato un immobile in cui trasferire e ampliare la nostra attività di manutenzione di container e frigocontainer – spiega sempre al Sole De Masi – Siamo gli unici, oltre a una azienda di Anversa, a fare questo lavoro. La Zes – rilancia – potrebbe aiutarci molto».
Storie che dimostrano plasticamente le enormi potenzialità di uno strumento come appunto la Zona economica speciale per il decollo economico di un intero territorio. Non solo locale. Ne sono più che convinti gli esponenti del Governo che su queste Zes puntano per il rilancio di tutto il Sud Italia.
Il ministro del Mezzogiorno, Giuseppe Provenzano e lo stesso Giuseppe Conte più volte hanno affermato la centralità di questo progetto all’interno della strategia complessiva del Governo per far recuperare il Gap delle regioni – come la Calabria – rispetto alle aree più ricche del Paese. Va in questa direzione l’accelerazione impressa dal Governo alla nomina di supercommissari per le varie Zes del sud Italia. La prima struttura a essere stata dotata di questa figura apicale appunto Gioia Tauro con la nomina di Rosanna Nisticò. La docente, professore di economia all’Università della Calabria, ha ricevuto l’incarico lo scorso 20 ottobre. Mentre Giampiero Marchesi, già dirigente dell’Agenzia di Coesione territoriale guiderà la Zes Jonica (Taranto). L’incarico – proposto dal ministro Provenzano – sarà formalizzato nei prossimi giorni attraverso uno specifico Dpcm del premier Conte. Passaggi dunque importanti – non unici da compiere – per rendere finalmente operativi le Zes in Italia. Ma Gioia attende anche e soprattutto di vedere realizzate alcune importanti infrastrutture: ad iniziare da quella ferroviaria. Si tratta di costruire gateway ferroviario all’interno del porto ma soprattutto la rete ferroviaria ad alta velocità lungo il territorio calabrese e connetterlo a Gioia per consentire di puntare al trasferimento su rotaia delle merci ora solo in transito sullo scalo portuale della Piana. Una soluzione che potrebbe finalmente portare Gioia ad incrementare la sua competitività nazionale ed internazionale che finora era ridotta alle sole attività di transhipment. Come c’è ancora da snellire le procedure per rendere realmente attrattivo per le aziende investire nella Zes. La nomina del commissario servirà proprio ad accelerare questi passaggi. (rds)





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