“Rinascita-Scott”, il Comune di Vibo non si costituisce parte civile. “Salta” l’assessore Pacienza

Il sindaco Maria Limardo: «Oggi è venuto meno il rapporto fiduciario e collaborativo che è alla base della nomina e, quindi, sono venute meno le condizioni per la permanenza dello stesso, nella carica e nelle sue funzioni»

comune vibo valentia

VIBO VALENTIA Il sindaco di Vibo Valentia Maria Limardo ha revocato la delega a Gaetano Pacienza, assessore alle attività produttive e coordinatore dell’ufficio
legale dell’Ente. La decisione, secondo quanto si è appreso, è da ricercare nella mancata costituzione di parte civile de Comune in occasione della prima udienza a carico di quattro imputati nell’inchiesta “Rinascita-Scott” a giudizio con rito immediato. All’udienza, poi rinviata a gennaio, non c’era un rappresentante legale del Comune che comunque può avanzare la richiesta di costituzione di parte civile anche nella prossima udienza del 13 gennaio.

«VENUTO MENO IL RAPPORTO DI FIDUCIA» Il sindaco di Vibo ha sempre manifestato la volontà del Comune di essere presente in qualsiasi procedimento per mafia, soprattutto in quello Rinascita Scott che ha colpito tutte le cosche che operano nel vibonese. Nel decreto pubblicato sull’albo pretorio, si legge: «Oggi è venuto meno il rapporto fiduciario e collaborativo con l’avvocato Gaetano Pacienza, che è alla base della nomina e, quindi, sono venute meno le condizioni per la permanenza dello stesso, nella carica e nelle sue funzioni; il venir meno di tale rapporto fiduciario legittima pienamente la volontà del Sindaco di far cessare la vigenza dell’atto di nomina con revoca espressa, fermo restando che con l’adozione del presente atto permane il riconoscimento per l’impegno profuso dall’assessore Pacienza durante il periodo assessorile. Il presente provvedimento non implica alcun genere di valutazione sulle qualità personali o professionali dell’assessore ne è da intendersi sanzionatorio quanto piuttosto finalizzato a garantire la serena prosecuzione del mandato amministrativo».





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