L’ultimo Tavolo Adduce: un “bagno di sangue” per la sanità calabrese

Le gravissime criticità emerse dalla verifica interministeriale di ottobre che ha segnato la “condanna” di Cotticelli: disavanzo 2019 stratosferico, rischio di un ulteriore aumento delle tasse nel 2021, Lea scesi vertiginosamente a 132, cattivi rapporti con la regione (con strigliata al Dipartimento). E l’avvertenza: «Il Piano Covid compete solo al commissario»

ROMA Un “bagno di sangue”. Questo è stato per la sanità calabrese l’esito dell’ultimo Tavolo Adduce, il tavolo di monitoraggio interministeriale sull’attuazione del Piano di rientro che si è tenuto il 9 e 10 ottobre scorso: una riunione dai contorni drammatici, al punto che – che secondo molti addetti ai lavori – avrebbe segnato definitivamente la sorte dell’allora commissario ad acta Saverio Cotticelli, finito sul banco degli imputati e di fatto “condannato” dai tecnici dei ministeri della Salute e delle Finanze. Numeri impietosi, quelli messi nero su bianco sul verbale, come un disavanzo netto a fine 2019 pari a quasi 199 milioni, il rischio di un altro grave disavanzo a fine 2020, i Lea scesi vertiginosamente a 139. E poi quella secca precisazione al commissario (Cotticelli e successori…): Tavolo e Comitato Lea – si legge nel documento – «ribadiscono che nelle regioni sottoposte a piano di rientro e commissariate, il potere-dovere di predisporre e adottare il programma operativo Covid-19, compete esclusivamente alla struttura commissariale». Oltre a questo, dal verbale emerge complessivamente uno stato comatoso della sanità calabrese: un “macigno” enorme che adesso incombe minaccioso sul neo commissario Zuccatelli (o chi per lui…).
IL BUCO NEI CONTI E IL “GROVIGLIO” CAMPANELLA Nelle conclusioni del verbale della riunione del 9-10 ottobre, il cui contenuto è stato anticipato dalla “Nuova Calabria”, il Tavolo Adduce in primo luogo segnala «il permanere delle criticità nei rapporti tra la struttura commissariale e il Dipartimento regionale, che sembrano essere peggiorati», invitando «il Dipartimento regionale a fornire adeguato e tempestivo supporto alla struttura commissariale». Poi, l'”affondo” sull’eterno “buco” dei conti. «La Regione Calabria a consuntivo 2019 – riporta il verbale del tavolo di monitoraggio – presenta un disavanzo di 225,418 milioni. Dopo il conferimento delle coperture, per 106,622 milioni, derivanti dal gettito delle aliquote fiscali massimizzate per 98,064 milioni e dal conferimento di 8,558 milioni quale “quota sociale” delle prestazioni socio-sanitarie presente sul Bilancio regionale 2020 destinata ai costi 2019, il risultato di gestione del Conto consuntivo 2019 evidenzia un disavanzo di 118,796 milioni. In considerazione del disavanzo non coperto relativo all’anno 2018, pari a 41,813 milioni, il disavanzo complessivo cui dare copertura è pari a 160,609 milioni». Il Tavolo poi ricorda che «in occasione della riunione del 25 maggio 2020, in considerazione del disavanzo non coperto, si sono realizzate, con riferimento al risultato di gestione dell’anno 2019, le condizioni per l’applicazione degli automatismi fiscali previsti dalla legislazione vigente, vale a dire l’ulteriore incremento delle aliquote fiscali di Irap e addizionale regionale all’Irpef per l’anno d’imposta in corso, rispettivamente nelle misure di 0,15 e 0,30 punti, e per l’applicazione del divieto di effettuare spese non obbligatorie da parte del bilancio regionale fino al 31 dicembre 2021». Nel verbale il Tavolo Adduce procede poi a «calcolare il risultato di gestione al netto della predetta svalutazione dei crediti di 62,596 milioni operata dalla Aou “Mater Domini” e relativa alla Fondazione Campanella: al netto di tale svalutazione crediti, il risultato di gestione rideterminato risulterebbe essere un disavanzo di 162,822 milioni. Dopo il conferimento delle coperture per 106,622 milioni, residuerebbe un disavanzo di 56,200 milioni di euro. In considerazione del disavanzo non coperto relativo all’anno 2018, pari a 41,813 milioni, il disavanzo complessivo cui dare copertura risulterebbe pari a 98,013 milioni».
«GRAVI RITARDI NEI PAGAMENTI» Altra nota dolentissima è «la gravità dello stato dei pagamenti delle aziende del Servizio sanitario della Regione Calabria », scrive il Tavolo Adduce per il quale «rispetto all’anno 2019, la percentuale di pagamenti effettuati oltre i termini previsti dal Dpcm 22/09/2014 nei primi sei mesi dell’anno 2020 è stazionaria e pari al 70%…. Tutte le aziende del Servizio sanitario calabrese non rispettano la direttiva europea sui tempi di pagamento, con ritardi fino a oltre 800 giorni».
RISCHIO TASSE PIU’ ALTE (ANCHE) NEL 2021 Alla luce di tutte le criticità contabili evidenziate il Tavolo Adduce poi richiama «l’attenzione della struttura commissariale in considerazione del fatto che, sulla base della stima operata dall’advisor, sembrerebbe profilarsi anche per il 2020 un disavanzo, -113 milioni – non coerente con le coperture preordinate dal Piano di rientro (pari a circa 100 milioni)», spiegando che «se tale proiezione dovesse confermarsi, si presenterebbero, ai sensi della legislazione vigente, le condizioni per l’attivazione anche nel 2021 delle misure sanzionatorie previste, ovvero l’ulteriore aumento sull’anno d’imposta 2021 delle aliquote fiscali dello 0,15% e dello 0,30% rispettivamente di Irap e addizionale regionale all’Irpef oltre che il blocco dei trasferimenti non obbligatori del bilancio regionale fino all’anno successivo a quello di verifica» e poi rilevando «la gravità della situazione in essere» con l’invito alla struttura commissariale «a monitorare la spesa delle aziende sanitarie per l’anno 2020».
DI NUOVO GIU’ I LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA Brusco, pesante e negativo passo indietro sui livelli essenziali di assistenza, perché il Tavolo Adduce di ottobre annota «nel 2019 un punteggio provvisorio pari a 139, in rilevante peggioramento rispetto alla precedente annualità e collocando la regione nella soglia di non adempienza»: nella precedente rilevazione, i Lea per la Calabria erano a 162. (a. cant.)





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