Sanità caos, alla Cittadella la seconda “rivolta” dei clacson

Un centinaio di auto si sono posizionate nel parcheggio della sede della Regione, la Cittadella, con i manifestanti che a colpi di clacson hanno espresso la loro disapprovazione sulla situazione che si è creata negli ultimi giorni nella sanità calabrese

protesta cittadella

CATANZARO Un nuovo drive-in di protesta, a distanza di pochi giorni dal primo, è stato organizzato questa sera davanti la sede della Regione a Catanzaro dal Comitato “Sana Calabria” per chiedere una svolta nella sanità calabrese. Un centinaio di auto – un numero superiore a quello del primo drive in di sabato scorso – si sono posizionate nel parcheggio della sede della Regione, la Cittadella, con i manifestanti che a colpi di clacson hanno espresso la loro disapprovazione sulla situazione che si è creata negli ultimi giorni nella sanità calabrese, con le il “valzer” dei commissari ad acta della sanità calabrese con le polemiche scatenate dalle scelte del governo nazionale.
I manifestanti hanno inoltre continuato a invocare la nomina a commissario della sanità calabrese del fondatore di Emergency, Gino Strada, pur manifestando apprezzamento per l’accordo con la Protezione civile in base al quale Emergency darà il proprio apporto nell’emergenza in Calabria. Sui cofani delle auto molti cartelli in favore della sanità pubblica e dello stesso Strada, mentre sono stati vari i rappresentanti del Comitato “Sana Calabria” che si sono alternati al microfono per esprimere le loro rivendicazioni: molte le critiche anche al presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì, contestato per le sue «esternazioni infelici» su Strada.


«Le motivazioni della nostra protesta – ha spiegato ai giornalisti Jasmine Cristallo, referente delle “Sardine” e rappresentante del Comitato “Sana Calabria” – nascono dalla considerazione che il diritto alla salute è a forte rischio e noi vogliamo ricordare che è costituzionalmente garantitoe. Inoltre, c’è questa vicenda del ruolo del commissario, che è un ruolo politico che si sta purtroppo incanalando in logiche solo spartitorie che non tengono conto del bene comune. Com’è possibile che nonostante questa onda d’urto prodotta violentemente dal Covid, la politica ancora perda tempo con queste logiche non considerando il diritto alla salute inalienabile dei cittadini?».





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