Pressioni sul pentito per farlo ritrattare, familiari a processo

Rinviati a giudizio i familiari di Emanuele Mancuso. Non luogo a procedere per Luisa Borrome. Rito alternativo per la compagna del collaboratore di giustizia

VIBO VALENTIA Finiscono a processo in nove (sette con il rito ordinario, due in abbreviato) per aver esercitato pressioni sul pentito Emanuele Mancuso per convincerlo a ripensarci, a non collaborare con la giustizia. Pressioni pesanti: offerte di denaro, violenza psicologica. Il gup distrettuale antimafia ha disposto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati tranne Luisa Maria Borrome, originaria della Repubblica Domenicana ma residente a Pescara: per lei non luogo a procedere.
Con il rito ordinario saranno giudicati il boss Pantaleone Mancuso, di 59 anni (l’Ingegnere), indagato per le pressioni nei confronti del figlio Emanuele, la moglie Giovannina Ortensia Del Vecchio, di 52 anni, Rosaria Rita Del Vecchio, di 55 anni, zia di Emanuele, e Giuseppe Salvatore e Desiree Antonella Mancuso, di 28, altra figlia del boss. Assieme ad Antonino Maccarone, di 33 anni, sono ritenuti responsabili di violenza privata e intralcio alla giustizia.
Ammessi all’abbreviato la compagna di Emanuele Mancuso, Nency Vera Chimirri, 28 anni di Capistrano; e Francesco Paolo Pugliese, 20 anni di Zungri.





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