Lotta al Covid, Brusaferro: «La curva inizia a decrescere. Non abbassare la guardia»

In conferenza stampa del presidente dell’Istituto superiore di sanità ha fatto il punto sull’andamento dell’epidemia in Italia: «In 9 regioni permane rischio alto da più di 3 settimane». Locatelli: «Dato che conferma la bontà delle misure adottate»

ROMA «La curva è in decrescita anche se la situazione in Italia è un po’ a metà». Così il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio regionale della Cabina di Regia. Passando in rassegna i dati, poi Brusaferro ha segnalato che che «l’età mediana» dei casi di Covid in Italia è «intorno a 48 anni». Questo indica che sono sempre più anziani a contrarre l’infezione. Da qui l’importanza di proteggere queste categorie. Per i deceduti, incece l’età media supera gli 80 anni.
In merito poi alla pressione esercitata dalla pandemia sul sistema sanitario delle regioni Brusaferro ha sostenuto che la curva relativa all’occupazione dei posti letto e di terapie intensive va verso l’appiattimento. Mentre il segnale dei decessi è ancora molto elevato. «Non ci si può rilassare», ha commentato a questo proposito dato che con un «Rt ancora poco sopra a 1 porta ad un aumento di casi». Riassumendo la situazione delle regioni ha indicano che in «9 permane rischio alto da più di 3 settimane».
Per questo ha lanciato un appello occorre «evitare tutte le occasioni di aggregazione» ed «evitare in tutti i modi assembramenti».
Di fronte a questa situazione Brusaferro ha parlato delle prossime festività: «Il Natale avrà una sua unicità» ma questo è il tempo di «abbassare la curva». «Con questi numeri – ha sottolineato – è molto difficili immaginare qualsiasi tipo di spostamento di massa, aggregazioni e raduni in particolare di persone che provengono da quadri epidemiologici diversi».
Rispondendo alle sollecitazioni poi il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità ha sostenuto che «non c’è “sfalsamento dei dati” anche in caso di ritardi». Brusaferro ha spiegato che anche se ci sono ritardi per un caricamento non tempestivo sulla segnalazione dei casi Covid «il sistema ne tiene conto e anche se arrivano con giorni di ritardo vengono sempre attribuiti alla fase temporale a cui corrispondono».

LOCATELLI: «PROSEGUIAMO IN QUESTA DIREZIONE» «Per la prima volta registriamo un andamento decrescente dei casi e questo conferma l’importanza delle misure. Deve servire solo come incentivo e motivazione per andare avanti in questa direzione. Ora è fra 11 e 12% la percentuali dei positivi sui tamponi ma servono ancora larghi margini di miglioramento. I decessi saranno gli ultimi a ridursi e intanto serve evitare un messaggio di allentamento dell’attenzione, in particolare per le regioni che passano a colori meno marcati, resti comportamento responsabile». Così il presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli, in conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia. E in tema di vacanze sulla neve Locatelli ha sostenuto che gli attuali numeri «non sono compatibili con l’apertura degli impianti sciistici» sottolineando che un messaggio forte «sono sicuro che lo daranno anche i Paesi Ue».
Ha poi elogiato il lavoro dei medici in prima linea nella lotta alla pandemia: «I colleghi delle terapia intensive hanno dato una prova formidabile e il paese deve loro un ringraziamento unico, speciale e incommensurabile». All’apprezzamento si è aggiunto il presidente Brusaferro. «Gli anestesisti e i rianimatori italiani sono molto competenti anche a livello internazionale e sono dei pilastri di risposta al Covid»





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