Il sistema degli esami “truccati”, il primo grado di giudizio dell’inchiesta “110 e lode”

Il tribunale di Cosenza si è pronunciato nei confronti degli imputati che avevano scelto il rito ordinario per il processo che riguardò il sistema con il quale venivano sostenuti gli esami della facoltà di Lettere e FIlosofia

COSENZA Il giudice del tribunale di Cosenza, Urania Granata, concluse le discussioni delle difese e ascoltate le richieste del pubblico ministero Antonio Bruno Tridico titolare del fascicolo d’inchiesta denominato “110 e lode”, nei giorni scorsi ha dato lettura del dispositivo con il quale sono stati assolti e condannati gli imputati del procedimento iniziato nel 2011 e che si è trascinato nelle aule del tribunale per quasi 9 anni. Quello dei “falsi esami all’Unical”, fu uno scandalo che travolse non soltanto la comunità accademica ma l’intero sistema di registrazione degli esami. L’impianto accusatorio si basa sull’accesso irregolare al sistema informatico attraverso il quale venivano caricati gli esami universitari per cui l’operazione fraudolente avrebbe permesso anche a chi non aveva davvero sostenuto l’esame di risultare comunque idoneo e ottenere oltre che al voto i crediti dell’insegnamento. Sarebbe stata una prassi consolidata alla facoltà di Lettere e Filosofia finché l’allora rettore e direttore di dipartimento non si accorsero del presunto sistema truffaldino decidendo di denunciare tutto alla procura di Cosenza. Un lungo processo che arriva adesso alla fine del primo grado di giudizio trascinandosi dietro gli strascichi di una vicenda i cui contorni sono stati affrontati nel corso delle udienze. Una delle imputate, a fine processo tramite una lettera ha raccontato le sofferenze subite in questi anni di processo e le ferite subite da un’accusa che poi come emerso nel corso del processo era infondata.
LE CONDANNE
Vincenzo Abate: 1 anno e sei mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali
Alfredo Ammirato: 1 anno e quattro mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali
Maria Grazia Arena: 1 anno e quattro mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali
Massimiliano Arena: 1 anno e 3 mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali
Maria Biamonte: 2 anni e 1 mese di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali
Giuseppe Crescente: 1 anno e 5 mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali
Francesco Crudo: 1 anno e 5 mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali
Amedeo Greco: 1 anno e 7 mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali
Emanuela Lentini: 1 anno e 4 mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali
Francesco Leone: 2 anni e 5 mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali
Emanuele Loisi: 1 anno e  9 mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali
Rocco Lucà: 1 anno e 4 mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali
Teresa Marino: 1 anno e 11 mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali
Giuseppe Mascaro: 1 anno e 4 mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali
Cristian Palmer: 1 anno e 7 mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali
Maria Grazia Pitrelli: 1 anno e 10 mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali
Francesco Segreto: 1 anno e 9 mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali
Domenico Sorrenti: 1 anno e 4 mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali
Fabrizio Trieste: 1 anno e 7 mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali
Angela Magarò: 3 anni e 9 mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali
LE ASSOLUZIONI
Giovanna Maria Aloisio assolta perché il fatto non sussiste
Valeria Amisano assolta perché il fatto non sussiste
Giovanna Divina Butera assolta perché il fatto non sussiste
Andrea Caruso assolto perché il fatto non sussiste
Eleonora Candò assolto perché il fatto non sussiste
Tommaso Costantino assolto perché il fatto non sussiste
Rosa Correa assolta per alcuni capi e per altri non doversi procedere per sopravvenuta prescrizione
Federica Ismara Donato assolta perché il fatto non sussiste
Francesca Greco assolta perché il fatto non sussiste
Ottorino Guglielmelli assolto perché il fatto non sussiste
Marika Guido assolta perché il fatto non sussiste
Umberto Gugliotti assolto perché il fatto non sussiste
Giuseppe Iannicellli assolto perché il fatto non sussiste
Franca Lucia Leonetti assolta perché il fatto non sussiste
Satriani Raffaella Lombardi assolta perché il fatto non sussiste
Valentina Magnone assolta perché il fatto non sussiste
Ivan Martino assolto perché il fatto non sussiste
Enrica Mazziotti assolta perché il fatto non sussiste
Maria Rita Niccoli assolta perché il fatto non sussiste
Emilio Nigro assolto perchè il fatto non sussiste
Salvatore Perfetti assolto perché il fatto non sussiste
Chiara Perri assolta perché il fatto non sussiste
Anna Procopio assolta perché il fatto non sussiste
Teresa Richetta assolta perché il fatto non sussiste
Giovanna Saraco assolta perché il fatto non sussiste
Antonio Scerbo assolto perchè il fatto non sussiste
Andrea Talarico assolto perché il fatto non sussiste
Francesco Tarasi assolto perché il fatto non sussiste
Maria Giorgia Vitale assolta perché il fatto non sussiste
Paola Zucco non doversi procedere per sopravvenuta prescrizione
Lina Fortunata Candido assolta perché il fatto non sussiste
Valeria De Bonis assolta per non aver commesso il fatto relativamente ad alcuni capi di imputazione ed in altri perché il fatto non sussiste
Paola Volpe assolta per non aver commesso il fatto





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