SANITÀ | Arriva il “sì” all’assunzione di nuovi medici

CATANZARO Lo sblocco del turnover? È «assentibile». L’ex Tavolo Massicci tira fuori un irrituale neologismo, un termine sconosciuto ai dizionari (Devoto Oli incluso), per dare il suo parere positivo, comunque…

CATANZARO Lo sblocco del turnover? È «assentibile». L’ex Tavolo Massicci tira fuori un irrituale neologismo, un termine sconosciuto ai dizionari (Devoto Oli incluso), per dare il suo parere positivo, comunque condizionato, sulle nuove assunzioni nella sanità calabrese. Traduzione possibile: l’organo che vigila sul Piano di rientro dà il suo “assenso” alle nuove stabilizzazioni. Un primo passo avanti, certo, anche se da qui all’effettivo sblocco ce ne passa, dato che il provvedimento dovrà essere confermato dalla nuova legge di Stabilità, ora al vaglio del Senato. Con buona pace del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e dello stato maggiore dell’Ncd calabrese che – alla vigilia delle regionali – avevano annunciato in pompa magna l’imminente assunzione di almeno 300 medici.
I verbali delle riunioni del 28 ottobre e del 12 novembre del Tavolo interministeriale riportano le istanze avanzate del commissario alla Sanità, Luciano Pezzi, che aveva chiesto di poter dare avvio ai concorsi per l’assunzione del personale necessario per garantire i Lea (Livelli essenziali di assistenza) «nei termini da verificarsi dal ministero della Salute con l’apposita metodologia di analisi».

Per l’ex Massicci, «la richiesta del commissario è assentibile», ma con alcune riserve. I futuri bandi per le nuove stabilizzazioni dovranno infatti prevedere una specifica clausola «tesa a subordinare il perfezionamento dell’iter concorsuale» all’approvazione di un articolo (in coerenza con quanto previsto dal Patto per la salute 2014-2016) presente nella bozza della legge di Stabilità 2015. Una modifica, invece, comporterebbe la revoca dei concorsi, e si potrebbe dire addio alle nuove assunzioni. Se il testo del governo dovesse rimanere invariato, infatti, il blocco automatico del turnover in Calabria terminerebbe il 31 dicembre del 2014, e non alla fine del 2015, come previsto dalle normative attualmente in vigore.
L’ex Massicci dà insomma il suo placet “condizionato”, con Pezzi che a sua volta si è impegnato a garantire che le deroghe al blocco del turnover rispetteranno il limite del risparmio conseguito, 43 milioni di euro, «rispetto al vincolo di crescita dell’1,4% dell’anno 2012».

 

Pietro Bellantoni

p.bellantoni@corrierecal.it







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