«Mi fermo qui». Il giudice Macrì lascia il processo Rinascita

Dopo la prima ricusazione, il magistrato è pronto a formalizzare una richiesta di astensione. Secondo Gratteri si tratta di una decisione tardiva. Il pentito Cannatà: le difese vogliono dilatare i tempi del processo e puntare alla scadenza dei termini di custodia cautelare

LAMEZIA TERME «Io mi fermo qui». Il giudice Tiziana Macrì ha presieduto oggi il troncone principale del processo “Rinascita-Scott”. Nei riguardi del giudice c’è richiesta di ricusazione da parte della Dda di Catanzaro avendo Macrì, in veste di gip del Tribunale di Catanzaro, già autorizzato un’intercettazione nell’ambito dello stesso procedimento. Per quanto riguarda il processo che vede impegnati i cinque imputati ammessi al giudizio immediato la Corte d’Appello ha già accolto la richiesta di ricusazione del giudice da parte della Dda. Riguardo al troncone principale del processo (con oltre 300 imputati) la Corte non si è ancora pronunciata e Tiziana Macrì ha presieduto la prima udienza del processo. Al termine della costituzione delle parti, l’avvocato Diego Brancia ha chiesto formalmente al collegio di astenersi dalla trattazione del prosieguo del procedimento avendo Macrì già pronunciato sentenza, il 27 ottobre scorso, nell’ambito di un processo correlato con Rinascita-Scott: “Nemea” contro il clan Soriano di Filandari. Il giudice Tiziana Macrì ha interrotto la richiesta dell’avvocato Brancia affermando che i giudici a latere del suo collegio (Brigida Cavasino e Gilda Romano) hanno già formalizzato dichiarazione di astensione. «Io sono venuta per dovere d’ufficio – ha detto Macrì -. Io mi fermo oggi, la mia è la posizione di un giudice ormai ricusato». Il giudice ha affermato di accingersi a formalizzare richiesta di astensione.

DECISIONE DI PROCEDERE A RILENTO Procedere “a rilento” sarebbe una delle strategie di alcune difese. Lo ha affermato anche il neo collaboratore di giustizia Gaetano Cannatà i cui verbali, è stato anticipato dal procuratore Gratteri, verranno depositati nell’ambito del processo. Il collaboratore avrebbe affermato che con apposite riunioni è stata stabilita la strategia di portare più persone al processo ordinario in modo da allungare i tempi del processo e puntare alla scadenza dei termini di custodia cautelare.

ASTENSIONE TARDIVA Un’astensione tardiva quella del giudice Tiziana Macrì, secondo il procuratore Gratteri, il quale è intervenuto per sottolineare il fatto che la richiesta di ricusazione da parte della Dda è stata avanzata l’11 dicembre. Si è perso quindi un mese prima che il giudice annunciasse la propria astensione e quella dei giudici a latere. È stato quindi chiesto da parte della Procura di riunire il processo di coloro che hanno scelto il giudizio immediato (Giancarlo Pittelli, Giulio Calabretta, Mario Lo Riggio, Salvatore Rizzo) con il troncone principale. Per la Procura di Catanzaro esistono questioni di urgenza e di economia processuale che non sono state supportate dal comportamento del giudice. Dal canto suo Tiziana Macrì ha detto che secondo il suo giudizio personale non vi sono i presupposti per l’astensione ma si è attenuta alla decisione della Corte d’Appello (che si è pronunciata lo scorso 8 gennaio) che ha accolto la richiesta di ricusazione della Dda.

«RIUNIRE I PROCEDIMENTI» Nel pomeriggio si è tenuto il processo stralcio per i quattro imputati che hanno scelto il giudizio immediato (Pittelli, Calabretta, Lo Riggio, Rizzo). La Procura ha chiesto di riunire i procedimenti già nel corso dell’udienza di oggi. Una richiesta alla quale si è opposta la difesa di Pittelli, l’avvocato Salvatore Staiano, che ha chiaramente dichiarato di tendere a tenere il processo Pittelli separato dal troncone degli oltre 300. In soldoni quella di oggi per il processo è stata una falsa partenza. Anche nel pomeriggio, infatti, è stato messo a verbale che i giudici Cavasino e Romano del collegio formato per il giudizio immediato (Cavasino, Caputo, Romano) hanno depositato richiesta di astensione che dovrà essere valutata dal presidente del Tribunale. Da parte sua la Procura ha sottolineato l’importanza – affinché il procedimento possa entrare nel vivo – che venga individuato un nuovo collegio prima della data della prossima udienza, fissata al 19 gennaio prossimo.
(a.truzzolillo@corrierecal.it)





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