Tutti gli sbagli di Scura

Di seguito, la lettera indirizzata al commissario ad acta alla Sanità Massimo Scura.   Condotto un primo esame generale sul Dca numero 9/2015, le evidenzio quanto segue.   PATTO PER…

Di seguito, la lettera indirizzata al commissario ad acta alla Sanità Massimo Scura.

 

Condotto un primo esame generale sul Dca numero 9/2015, le evidenzio quanto segue.

 

PATTO PER LA SALUTE 
Il decreto è redatto fuori dai criteri previsti dal Patto per la salute. Evidentemente tale Patto è servito esclusivamente a scippare il ruolo di commissario ad acta al presidente della Regione per assegnarlo ad hoc; tale scippo, per di più, è stato attuato attraverso un chiaro abuso/omissione del Consiglio dei ministri. A parti invertite ancora ascolteremmo i richiami alla calabresità mafiosa.

 

PRAIA A MARE

Nonostante la sentenza del Consiglio di Stato numero 02576/2014, che stabilisce la riconfigurazione della Casa della salute di Praia in ospedale, lei non ha inteso ottemperare a tale sentenza così come, visti i motivi del ricorso e la relativa sentenza, non ha nemmeno ritenuto di riconfigurare l’ospedale di Trebisacce.

 

CARDIOCHIRURGIA
Nonostante il no dei ministri della Salute in persona nonché dei ministeri affiancanti alla istituzione di tre unità operative, lei ha inteso procedere ugualmente in tale direzione. Poiché nulla è cambiato da quando i ministri, il ministero e Agenas esplicitavano il no alle reiterate richieste della Regione ci potrebbe dire su cosa è basata questa forzatura ? Personalmente resto convinto che la cardiochirurgia del Sant’Anna di Catanzaro e la nuova cardiochirurgia di Reggio Calabria (spreco attuale di 150mila euro/mese dal dicembre 2011) sono, come da anni ripetono ministri, ministeri e Agenas più che sufficienti. Per inciso, lei, giunto da poco, ancora non sa il peso che avuto sul sopra menzionato spreco il rifiuto dell’Aou Mater Domini di cessare l’attività di cardiochirurgia in ottemperanza agli specifici decreti. Però, ove avesse voluto realizzare una forzatura con le tre unità operative mi può spiegare perché tale forzatura debba andare incontro ai capricci dell’Università di Catanzaro e non all’interesse collettivo dei Calabresi lasciandone due a 4 chilometri l’una dall’altra nell’area centro, che conta un bacino di utenza di circa seicentomila abitanti, e nessuna nell’area nord, che conta un bacino di oltre 700mila abitanti. Sbaglio o la cardiochirurgia è una specialità che tratta patologie tempo-dipendenti?

 

PROTOCOLLO UNIVERSITÀ/REGIONE

Il Dca numero 9 afferma una cosa non aderente alla realtà. Su questa vicenda, che da circa tre anni sta costando alla finanze calabresi circa 30mila euro al giorno (con evidenti e dimostrate complicità), tornerò nel breve. Al momento mi limito a prendere atto che norme e parametri sul numero delle direzioni di strutture complesse valgono solo per gli ospedali pubblici dove si continua a decrementare sempre di più il numero mentre all’ Azienda Ospedaliero-universitaria Mater Domini si lascia un numero doppio rispetto ai parametri e, soprattutto, rispetto al decreto commissariale che, in base alle norme ministeriali, fissa le Uoc del Mater Domini in 22. Tale favoritismo è realizzato con la solita invenzione strumentale: l’integrazione Pugliese-Mater Domini. Allora perché, analogamente,non lasciare invariato il numero di direzioni di Uoc, ante decreto numero 18/2010, del Pugliese-Ciaccio fino ad avvenuta integrazione? Figli e figliastri, come sempre quando il papà è sfacciatamente di parte.

 

PUNTI NASCITA
La Regione, in ossequio allo specifico obiettivo del piano di rientro nonché alle pressanti richieste dei ministeri affiancanti, nel 2011 aveva disattivato i punti nascita che avevano un numero di parti inferiore a 500. Tra quelli pubblici erano stati disattivati Melito Porto Salvo, Acri, San Giovanni in Fiore. Oggi Lei fa rivivere esclusivamente quello di Melito Porto Salvo. Non capendo il perché sono andato a verificare che nel frattempo non siano modificati i criteri e le norme in merito. Non ho trovato nulla se non che il ministero della Salute, spinto dai medici ostetrici e ginecologi sembra intenzionato a elevare a mille la soglia per l’esistenza di un punto nascita. Allora sono andato a verificare l’eventuale presenza di una tempesta ormonale, con relativa esplosione demografica, nell’area grecanica ma non ne ho trovato traccia. Infine sono andato a verificare sulla Gu se fosse stata, nel frattempo, emanata una legge per cui i commissari governativi hanno facoltà di non rispettare norme, sentenze giudiziarie e precise direttive impartite dagli stessi ministeri che li hanno nominati. Anche di ciò non ho trovato traccia. Poi ho avuto l’illuminazione. Melito Porto Salvo, al contrario di Praia, Trebisacce, Acri e San Giovanni in Fiore è uno dei siti visitati, a ridosso delle elezioni regionali, da Nostra Signora della Salute, colà condotta dagli esponenti del partito cui Ella appartiene. Quindi tutto ok ! Meno male, mi è subito cessata l’ansia legata al fatto che Lei fosse potuto incorrere in un grave errore.

In conclusione – come già affermato – non le chiedo alcuna correzione. Anzi mi complimento perchè lei e l’altro sub-commissario state egregiamente svolgendo il lavoro per cui siete stati inviati in Calabria.

Invio questa nota anche ai componenti del tavolo cosiddetto “ex Massicci”, nella speranza umana che abbiano almeno la capacità di arrossire ricordando la tenacia e, a tratti la protervia, con cui hanno imposto per anni, ad esempio, le posizioni su cardiochirurgia, punti nascita e numero delle direzioni di strutture complesse laddove oggi, invece, condividono (il Dca numero 9/2015 risulta essere stato inviato in preventiva approvazione e condiviso dai ministeri) queste schifezze, per usare un eufemismo, che contraddicono pienamente quanto da essi sostenuto.

 

*Segretario aziendale Ao di Reggio Calabria e consigliere nazionale Anaao-Assomed







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