Cosenza, il “primo giorno” di Marisa Manzini

COSENZA Visibilmente emozionata ma sempre con il sorriso sulle labbra e una grande disponibilità. Marisa Manzini da oggi ufficialmente procuratore aggiunto di Cosenza è arrivata verso le undici nel suo ufficio…

COSENZA Visibilmente emozionata ma sempre con il sorriso sulle labbra e una grande disponibilità. Marisa Manzini da oggi ufficialmente procuratore aggiunto di Cosenza è arrivata verso le undici nel suo ufficio e sin da subito si è resa disponibile a saluti istituzionali e benvenuti di colleghi. E di tutti quelli che, a ogni livello, da domani lavoreranno con lei. Per il magistrato con anni di esperienza nella direzione antimafia e spesso nel mirino della ‘ndrangheta, esiste un unico obiettivo scevro da etichette: lavorare. Molto rispettosa dei protocolli e delle regole vigenti nel suo nuovo ambiente di lavoro, ha cercato di evitare i riflettori che inevitabilmente erano tutti puntati su di lei. Un primo giorno di scuola superato a pieni voti. «Arrivo qui con la passione di chi ama il proprio lavoro – ha detto incontrando i giornalisti qualche minuto prima del giuramento –. Sono in magistratura da anni. Le esperienze le ho fatte. E spero di non fare altro che un lavoro serio. Ho conosciuto Cosenza – ha aggiunto – durante il mio lavoro alla Procura generale, perché ho affrontato in secondo grado processi sulla criminalità. C’è una criminalità seria, sia quella organizzata sia la microcriminalità, che è piuttosto importante. Anche qui si tratta di avviare delle strategie assieme agli altri».
E sulla lotta alla ‘ndrangheta il magistrato sotto scorta ha aggiunto: «Nella lotta alla ‘ndrangheta manca tanto e troppo. Mancano forze di polizia qualificate e pronte per affrontare questo fenomeno. Ma manca, forse, anche la fiducia della popolazione. Manca quel colpo di reni necessario. Io sono una pasionaria, nel senso che mi piace tanto il mio lavoro. Spero sempre che la Calabria possa cambiare. Me lo auguro. La lotta alla mafia si può fare se la società civile fa la sua parte». Non le piace molto la definizione di magistrato in prima linea ma di fatto lo è. «Credo che facendo questo lavoro – ha concluso – siamo tutti in prima linea. Le difficoltà sono anche quelle di affrontare posizioni scomode. Le mie priorità? Ora cercherò di capire che cosa si sta facendo. Faremo a breve una riunione tutti insieme».
Il procuratore capo Dario Granieri, dopo il giuramento di Manzini, ha sottolineato «la raffinata cultura giuridica e preparazione della collega. Ci siamo spesso incontrati – ha detto – per motivi di lavoro. Il suo incarico è per me motivo di viva soddisfazione. Troverà un clima di grande collaborazione, di comprensione e foriero di buoni risultati come acclarato dall’ultima ispezione». Un sentito benvenuto è arrivato dall’avvocato generale Giovanni Grisolia: «È un felice ritorno. Marisa è una valida professionista per le inchieste importanti che continua a fare. E darà luce a questa Procura. Coniuga la sensibilità femminile a una spiccata professionalità. Sintesi tra donna e magistrato». Il presidente dell’Ordine degli avvocati di Cosenza, Oreste Morcavallo, si è unito al coro di benvenuti, sottolineando il valore della dottoressa Manzini. Ha poi ricordato i fatti di Milano. E proprio per questo «è necessario – ha detto – una fattiva collaborazione tra magistratura e avvocatura».

 

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it

 







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