Sanità convenzionata, la Cgil contro Scura

CATANZARO «È molto forte la preoccupazione in merito al decreto firmato qualche giorno fa dal commissario Scura, in materia di sanità convenzionata, il numero 62 dell’11 giugno scorso. Questo provvedimento…

CATANZARO «È molto forte la preoccupazione in merito al decreto firmato qualche giorno fa dal commissario Scura, in materia di sanità convenzionata, il numero 62 dell’11 giugno scorso. Questo provvedimento introduce, modificando la legge regionale finora in vigore, la numero 24 del 2008, la possibilità di togliere regole e certezze ai contratti dei lavoratori del settore». È quanto afferma in una nota Alfredo Iorno, segretario generale della Fp Cgil Calabria. «La legge 24 – prosegue il sindacalista – legava la tipologia delle tariffe delle prestazioni al tipo di contratto. Leggendo con attenzione il decreto 62, si capisce che questo passaggio viene “eluso”. Si è evasivi, reputiamo in modo volutamente ambiguo, proprio sui contratti, e si fa, in fin dei conti, un vero e proprio regalo ai datori di lavoro della sanità convenzionata».

L’esponente della Cgil promette di volersi battere «per non fare applicare, in Calabria,  deroghe ai contratti nazionali, che, consentite dall’articolo 8 della legge 148/08, stanno trovando in regione e specie nella sanità privata un terreno particolarmente fertile, attraverso contratti di prossimità con la sottoscrizione di sindacati spesso compiacenti, andando verso una caduta dei diritti dei lavoratori specie nel mondo della sanità convenzionata. Adotteremo pertanto tutte le vie legali e di mobilitazione per contrastare ogni tentativo di vanificazione dei contratti nazionali. La legge su cui oggi si mette mano, infatti, era l’unico baluardo esistente in Calabria per arginare una applicazione di contratti di lavoro penalizzanti per i lavoratori».

«Dissentiamo apertamente – conclude Iorno – dalla interpretazione di norme e leggi nazionali contenute nel decreto 62 del commissario Scura, e che modificano il regolamento degli accreditamenti in Calabria. “Svincolare” la determinazione delle tariffe dal tipo di contratto applicato, in una regione dove esiste già una deregolamentazione selvaggia e aggressiva nell’applicazione dei contratti, vogliamo dirlo di nuovo, apre a una pericolosa fase di proliferazione di contratti di prossimità, che sono penalizzanti dal punto di vista economico e giuridico per i lavoratori. Non resteremo fermi. Siamo già impegnati nell’organizzare una grande mobilitazione regionale».





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