Vibo, arrestato il latitante Salvatore Tripodi

VIBO VALENTIA Si nascondeva a Zambrone il 44enne Salvatore Tripodi, elemento di spicco della cosca di ‘ndrangheta di Vibo Marina che era latitante dal 31 marzo scorso, quando era sfuggito…

VIBO VALENTIA Si nascondeva a Zambrone il 44enne Salvatore Tripodi, elemento di spicco della cosca di ‘ndrangheta di Vibo Marina che era latitante dal 31 marzo scorso, quando era sfuggito alla cattura nell’ambito dell’operazione della Dda di Catanzaro contro i presunti responsabili dell’omicidio del boss di Stefanaconi Fortunato Patania. I carabinieri della compagnia di Tropea, diretti dal capitano Francesco Manzone, hanno scovato Tripodi in un’abitazione nella nota località costiera assieme ad altre due persone, accusate di averne favorito la latitanza. Si tratta del 22enne Francesco Leonardo Moscato, fratello del pentito Raffaele, che era una delle bocche di fuoco del clan dei Piscopisani, e il 64enne Francesco Muggeri, che è risultato essere il proprietario della casa.
I militari hanno dovuto abbattere la porta d’ingresso dell’abitazione poiché i tre all’interno, che non erano armati, stavano cercando di temporeggiare. Una volta entrati i carabinieri, però, Tripodi si è subito consegnato. Ritenuto un elemento di vertice della consorteria di Vibo Marina, l’uomo nei confronti dell’uomo era stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione che ha portato in carcere Francesco La Bella – che sarebbe, proprio assieme a Raffaele Moscato, uno dei killer del boss di Stefanaconi – e Michele Pietro Russo, che subito dopo l’agguato a Patania avrebbe recuperato e fatto allontanare uno dei due killer a bordo di uno scooter. Tripodi, stando alle dichiarazioni di Moscato, sarebbe uno dei mandanti dell’omicidio, e sempre dalle parole del pentito è emerso come i Tripodi, storicamente legati ai Mancuso, avessero invece stretto un’alleanza proprio con i Piscopisani.

 

s. pel.





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